Sotto osservazione i contratti con le case farmaceutiche: in caso di reazioni avverse chi si assume la responsabilità?

Vaccini: slitta il piano di somministrazione e da oggi la produzione Pfizer dovrebbe tornare a regime

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Slitta il piano vaccinale, causa ritardi e tagli nella consegna di forniture delle dosi. Gli over 80 dovranno attendere un mese mentre per tutti gli altri da sei a 8 settimane.

Intanto Pfizer avrebbe comunicato che già da oggi la fornitura dovrebbe tornare a regime e aumenterà dal 15 febbraio. Il rallentamento nelle consegne dovuto, secondo il colosso farmaceutico americano, all’ampliamento del sito produttivo in Belgio.

Per quanto riguarda il vaccino AstraZeneca – in attesa dell’autorizzazione Ema prevista attorno al 29 gennaio – le prime dosi arriveranno il 15 febbraio, le altre il 28 e poi il 15 marzo. Nel primo trimestre del 2021, in base al piano iniziale, sarebbero dovute arrivare in Italia 28 milioni e 269mila dosi. Così non sarà, dato che entro la fine di marzo saranno meno di 15 milioni.

Un taglio alla produzione del 60% che la casa farmaceutica ha motivato con un problema alla produzione avvenuto nel sito, anche in questo caso, dislocato in Belgio.

Una riduzione che per il nostro Paese, come dichiarato dal premier Conte e dal commissario Arcuri, si tradurrebbe con il passare da 8 milioni di dosi a 3,4 milioni. A cui si andrebbero a sommare gli 8,7 milioni di Pfizer (quota fissata nella fornitura iniziale) e l’1,3 milioni del vaccino Moderna.

Intanto sembrano essere in crescita le richieste di chiarimenti sui contratti stipulati con le case farmaceutiche produttrici dei vaccini anche in termini di assunzione di responsabilità in caso di reazioni avverse. Chi ne risponde? Le aziende che li producono o gli Stati che li somministrano?

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