La città attende con ansia che la Pisana stipuli contratti con altri cinque enti regionali per liberarsi dall'immondizia capitolina

Valeriani: “Comuni stanchi di ricevere rifiuti romani” e Viterbo deve sperare non siano quelli delle regioni che dovrebbero accoglierli nei prossimi mesi

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Sull’emergenza rifiuti a Roma continua a consumarsi lo scontro tra Regione e Campidoglio. Più che mai incentrato sullo scambio di invettive tra le due istituzioni in vista delle prossime Amministrative che porteranno al rinnovo della giunta capitolina, e soprattutto del sindaco.

E mentre loro si rivolgono accuse reciproche di incapacità e inefficienza, la spazzatura di Roma in tour da anni ha inondato tutte le discariche laziali, e non, portandole a esaurimento. Rischio che ora corre l’invaso viterbese di Monterazzano che da aprile, tra monnezza romana, pontina e ciociara, a fine luglio avrà accolto, forzosamente, ben 39mila tonnellate di rifiuti altrui.

E ieri altra puntata della saga Regione-Campidoglio. L’assessore regionale al Ciclo dei rifiuti Massimiliano Valeriani rilancia la minaccia di commissariare l’amministrazione comunale capitolina, puntualizzando che “fare impianti spetta al Comune”.

E rimarca: “Le Regioni non realizzano gli impianti per la gestione dei rifiuti: la legge nazionale stabilisce che le amministrazioni regionali autorizzino gli impianti su richiesta dei Comuni e degli operatori pubblici e privati, che sono chiamati a costruirli e a gestirli”.

E il fatto che la sindaca “continui a negare queste competenze” per Valeriani vuol dire “imbrogliare i cittadini”.

Cita quindi una serie di azioni messe in campo dalla Pisana per favorire la realizzazione di impianti.

“Da oltre un anno la Regione ha autorizzato il progetto presentato dall’Ama e dal Comune di Roma per realizzare due centri di compostaggio, ma l’azienda municipalizzata non ha fatto ancora nulla per costruire i due impianti e porta gli scarti organici a Maccarese. Oltre alle autorizzazioni, la Regione ha messo a disposizione dei Comuni del Lazio oltre 80 milioni di euro per aprire nuovi impianti di trattamento e smaltimento: anche in questo caso il Campidoglio non ha fatto nulla”.

Sottolinea poi che “sono passati quasi tre anni dalla chiusura per incendio del Tmb del Salario, ma in tutto questo tempo il Comune e Ama non hanno realizzato un nuovo impianto per sostituirlo. Sono mesi che diciamo che Roma ha bisogno di una discarica perché portando i suoi rifiuti in tutto il Lazio ha saturato rapidamente diversi siti di smaltimento. Ora tutti i Comuni sono stanchi di ospitare i rifiuti di chi con arroganza scarica su altri il problema. La Sindaca non ci ha dato ascolto e ora siamo al disastro”.

Valeriani quindi preannuncia: “Dopo la sentenza del Tar, che ci ha obbligato a seguire la via ordinaria, procederemo a commissariare chi è incapace di gestire i propri rifiuti”.

E mentre loro continuano a litigare, quello che lascia perplessi noi viterbesi è la frase dell’assessore relativa al fatto che “ora tutti i Comuni sono stanchi di ospitare i rifiuti di chi con arroganza scarica su altri il problema”.

Lungi da noi la tentazione di interpretare in maniera errata quanto dichiarato ma ci auguriamo che i Comuni a cui si fa riferimento non siano quelli con cui si sta cercando di concludere quegli accordi che già da oggi, secondo l’ennesima ordinanza regionale, dovrebbero vedere i rifiuti romani prendere strade diverse da quelle che conducono a Viterbo.

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