Lo strano cortocircuito democratico del primo Soviet in terra di Tuscia: i manifesti dei "dissidenti" vengono coperti con quelli dei "giusti". Polidori Infuriato: "Mancavano tre giorni alla scadenza, ora basta!"

Vallerano, coperti i manifesti di Polidori con quelli del Pd: “Ecco come funziona la democrazia valleranese”

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A Vallerano, Comune viterbese autoproclamatosi primo Soviet della Tuscia, la democrazia non sembra essere di casa. Infatti, come in ogni Soviet che si rispetti, anche in quello di Vallerano le opinioni dei “dissidenti” vengono messe a tacere in ogni modo, anche con i metodi più arguti. E questa volta la censura tocca a Vallerano Tricolore, gruppo di minoranza all’interno del Consiglio comunale valleranese.

Come vi avevamo accennato in diversi articoli, il capogruppo di Vallerano Tricolore, ossia il consigliere Jacopo Polidori, aveva iniziato ad affiggere regolarmente sulle plance del paese molti manifesti in cui denunciava un possibile conflitto di interessi dietro la nota festa cimina denominata “Notte delle Candele”. Ebbene, per ben due volte nel giro di quattro mesi, i suoi manifesti sono stati coperti prima che scadessero i termini di legge per quanto concerne le affissioni.

La prima volta, i manifesti di denuncia di Polidori e del suo gruppo vennero coperti con dei manifesti funebri, e già in quel caso il consigliere non gradì affatto la cosa. Ma questa volta gli artefici della censura si sono superati: i manifesti di Vallerano Tricolore sono stati coperti con quelli del circolo Pd locale, oltre che con alcuni manifesti dell’Avis.

Decisamente troppo per Polidori che, sentendosi preso in giro, sbotta: “Ecco come funziona le democrazia valleranese. Ci risiamo, più della metà dei nostri manifesti inerenti alla Notte delle Candele, che dovevano rimanere affissi regolarmente dal 04/12 al 13/12, sono stati coperti nella giornata di ieri. Ben 3 giorni prima della loro scadenza. Nell’arco di 4 mesi i manifesti dell’opposizione sono stati coperti per ben due volte. Ora basta!”. Il leader dell’opposizione, chiaramente irritato, non esclude di dover adire le vie legali.

In effetti, scartabellando i regolamenti comunali, Polidori, oltre ad avere ragione, potrebbe addirittura chiedere all’Amministrazione (targata Partito Democratico) di sostituire gratuitamente i manifesti. Così recita l’articolo 7: “L’Amministrazione ha l’obbligo di sostituire gratuitamente i manifesti strappati o comunque deteriorati e, qualora non disponga di altri esemplari dei manifesti da sostituire deve darne tempestivamente comunicazione al richiedente, mantenendo nel frattempo a sua disposizione i relativi spazi”.

Il bollettino con i termini di legge stabiliti

Sarà una semplice svista dei cosiddetti “attacchini” oppure una censura orchestrata dalla sinistra valleranese? Chi lo sa. Di certo a Vallerano qualcuno non ha gradito per niente l’intromissione di Polidori e di Vallerano Tricolore in determinate dinamiche politiche, per questo la seconda opzione non è per nulla da escludere.

Beh, considerando anche che i video dei consigli comunali del Comune di Vallerano aspettano di essere caricati da quasi un mese, crediamo di poter sollevare legittimamente la domanda: come funziona esattamente la democrazia valleranese? Tra censure e impossibilità di poter sapere cosa accade nelle stanze del potere, quella verso la quale sta andando il ridente paesino dei cimini non sembra essere una bella deriva. Sempre che qualcuno all’interno del Soviet non si arrabbi per le nostre considerazioni.

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