Il consigliere, capogruppo dell'opposizione in Consiglio, risponde alla nota del sindaco Adelio Gregori

Vallerano, Polidori (Vallerano Tricolore) risponde al sindaco: “Non si può parlare liberamente del progetto di accoglienza?”

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jacopo polidori
Jacopo Polidori

Il nostro articolo ha sollevato un notevole polverone all’interno del Consiglio comunale di Vallerano, al punto che ieri sera il sindaco Adelio Gregori ha voluto replicare al nostro pezzo e alle parole di Jacopo Polidori, capogruppo di Vallerano Tricolore raggiunto da noi nel pomeriggio di ieri. Tuttavia, Polidori ha voluto replicare nuovamente al sindaco Gregori, precisando diversi passaggi del suo intervento ai nostri microfoni.

Jacopo Polidori, il sindaco ci ha tenuto a precisare che i fatti sono accaduti in un arco temporale ben lontano dal periodo di lockdown che ha interessato il nostro Paese.

“Noi l’interrogazione l’abbiamo fatta nel momento in cui abbiamo saputo dell’arrivo dei migranti, ovvero intorno al 10 di agosto. Il 16 agosto abbiamo fatto un accesso agli atti a cui ci è stato risposto l’altro ieri, che il periodo sia ben lontano non esclude che, se le cose sono state fatte senza criterio, non se ne debba parlare”.

E’ stato anche precisato che le operazioni di trasferimento sono avvenute nel rispetto delle indicazioni ricevute dall’azienda sanitaria locale, a seguito di un puntuale quesito formulato dall’Arci. Lei cosa vuole dire a riguardo? Le sono stati consegnati dei documenti in proposito?

“Ci è stata mandata una mail dell’Asl in cui l’Azienda spiegava all’Arci i protocolli da seguire. Queste persone sono state, secondo il sindaco, accorte nel rispettare tutti i crismi, i criteri e le prevenzioni anti-contagio. Allora dico al sindaco di prepararsi a portare in Consiglio tutta la documentazione che attesta quanto da lui detto. Entro 20 giorni dalla nostra richiesta dovremo riunirci e speriamo che l’Amministrazione fornisca tutte le documentazioni della Asl e delle strutture dalle quali provengono i migranti. Vedremo se poi effettivamente, tramite queste relazioni e questi verbali, le persone in questione abbiano seguito tutti quanti i dettami sia della Asl che dei centri di provenienza. Finché non ci sono i documenti queste sono tutte chiacchiere che rimangono al vento, vedremo in Consiglio”.

Al momento, quindi, voi non avete certezza di come questi nuclei abbiano osservato il lockdown nei centri di provenienza. Secondo la nostra interpretazione, il sindaco Gregori vuole sollevare la questione al Prefetto per capire se lei abbia violato la privacy di queste persone. Qual è il suo giudizio a riguardo?

“Ci tengo a precisare, semmai ce ne fosse bisogno, che non c’è nessuna discriminazione da parte mia. Voglio solo capire con chi queste persone, che erano da tempo nel Lazio, sono state a contatto e soprattutto se sono stati fatti i tamponi nei centri d’origine, noi non abbiamo documentazioni a riguardo. Il sindaco si è svegliato tardi perché, parlando di privacy, si dovrebbe ricordare di quando a dicembre 2019 furono pubblicate delle carte con timbro e firma del Comune riguardanti il progetto Sprar. Noi abbiamo sempre rispettato i dati sensibili di chiunque e, francamente, chiederci di non poter parlare di un progetto di cui i valleranesi e gli italiani sono fautori in termini economici ci sorprende. Le ultime parole del sindaco scritte nella nota mi hanno colpito: chiedersi che utilizzo posso fare io delle mie interrogazioni? Non mi è piaciuta questa uscita, il mio fine istituzionale è proprio quello di informare la gente e farle conoscere, nei modi opportuni, quello che accade”.

Quindi, secondo il suo punto di vista, lei non avrebbe violato nessuna privacy ed è convinto che su questa vicenda vada fatta ulteriore chiarezza?

“Sì. Noi non abbiamo additato responsabili o colpevoli, noi vogliamo solo capire perchè la Asl, il Comune, il governo e le cooperative hanno deciso di seguire questo percorso. Io ad oggi, lo ripeto per l’ennesima volta, non ho documenti che mi dicano con certezza quale comportamento hanno tenuto questi nuclei famigliari nei Cas o nelle altre strutture. Il problema in questo caso non è Lampedusa, ma bisogna capire che queste persone fanno parte di un progetto pubblico e gli italiani devono essere informati su come questo progetto si svolge e, in particolare, gli italiani esigono che tale progetto sia vigilato. Io non credo di aver violato nessuna norma sulla privacy perché è stato fatto un riferimento in maniera generica senza nomi, cognomi o indirizzi. Se non possiamo fare neanche questo ce lo dicano e noi valuteremo come muoverci, anche legalmente. Sicuramente noi continueremo a fare accessi agli atti ed anzi, ritengo offensivo che qualcuno mi accusi di violare la privacy. Il mio fine istituzionale è prendere i documenti e, lo ribadisco, far conoscere alla gente nei modi opportuni quello che accade”.

 

1 commento

  1. Comunque vada, se non erro, il vice Sindaco del Comune di Vallerano è un impiegato della Asl di Viterbo addetto alla comunicazione aziendale. Se non ricordo male fu molto presente all’epoca della crisi Covid, anche sotto l’aspetto delle foto di repertorio, ergo: sembrerebbe impossibile che fossero disconosciuti in Comune i giusti ed indispensabili protocolli da adottarsi in casi consimili, salvo affrontarne le conseguenze assolutamente penali.

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