Veleno nei noccioleti: petizione online al Ministro dell’Ambiente

Mentre la Ferrero annuncia un bonus per i lavoratori di tutt'Italia, nella Tuscia continuano le polemiche sulle nocciole

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ph: Massimo Fornicoli

Un bonus di oltre oltre duemila euro ai dipendenti della Ferrero.

L’annuncio, dato in quesi giorni, riguarderà gli obiettivi di produzione centrati dai lavoratori del colosso di Alba e ne potranno beneficiare oltre 6000 dipendenti.

L’accordo firmato con le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali di Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil sarà determinato da due fattori: il risultato economico, unico per tutta l’azienda (che concorre a determinare il 30% del premio), e il risultato gestionale (70% del premio) legato all’andamento specifico di ogni stabilimento/area.

Il premio, accolto ovviamente con entusiasmo dai numerosi lavoratori, è solo l’ultimo dei benefit di un modello di welfare, da sempre considerato all’avanguardia, nel quale si prevedono agevolazioni semplicemente impensabili in altre aziende italiane. Si va dalle colonie estive per i figli dei lavoratori all’esonero dal turno notturno per le lavoratrici madri, dai permessi retribuiti ai sussidi per l’avviamento all’Università dei figli dei dipendenti assegnati per merito.

Una sorta di Paradiso per i lavoratori, paragonabile, per molti aspetti, a realtà come quelle consolidate, ad esempio, alla Apple.

Se i dipendenti di quasi tutt’Italia esultano, lo stesso non si può dire per quelli della Tuscia, in particolare per i coltivatori, vessati, recentemente, dalle miriadi di polemiche incentrate sulla nocciola, in particolare sulla monocultura e l’uso dei diserbanti.

L’ultima, in ordine di tempo, è una petizione lanciata su Change.org e diretta al Ministro dell’ambiente contro”il veleno sui noccioleti”.

Ecco il testo:

“Gentile signor Ministro,

Nella Tuscia, sotto il solito apporto complice dell’interesse economico, si consuma da anni una violenza al territorio e all’ambiente.

Per coltivare i noccioleti si usano diserbanti, come i fitofarmaci e il famigerato Glifosate, che risultano essere cancerogeni per l’organismo umano e animale.

Il Comune di Corchiano ha già operato in tal senso riducendo a 2/3 gli interventi all’anno di fitofarmaci, dai 6/8 degli anni precedenti , poi mettendo al bando il Glifosate, regolamentando in generale l’uso dei diserbanti in relazione al territorio, e istituendo ronde per controllare a tutte le ore l’attività di chi coltiva.

Corchiano, dunque, ci dimostra che è possibile la coltivazione di noccioleti in modo ragionevole e normalizzato. Che non resti, allora, Corchiano, un fenomeno isolato e locale. La Regione Lazio ha accompagnato nel 2015 un accordo tra l’ISMEA ( Istituto Servizi Mercato Agricolo Alimentare ) e l’Azienda Ferrero per aumentare di molto i territori di coltivazione, con i contributi europei.

Allora oggi diventa ancora più urgente controllare e regolarizzare l’attività di coltivazione dei noccioli.

L’Acqua della zona presenta da tanto tempo, da sempre forse, tracce di contaminazione e di inquinamento. Nessuno dirà mai quanto sia vera la voce, che circola da queste parti, secondo cui la contaminazione avviene per l’incontro naturale della roccia calcarea con l’acqua, e quanto invece sia vera quella, molto più attendibile, di un’intossicazione delle falde acquifere e dell’acqua dovuto all’uso dei veleni tossici usati per le coltivazioni.

Uno dei posti più belli del Lazio, il lago di Vico, è già inquinato da chissà quanto tempo. E nella Tuscia in generale c’è stato negli ultimi tempi un aumento vorticoso dei casi di tumore.

Sempre in questa zona, poi, è evidente la crescente moria delle Api, che , come sappiamo, sono protagoniste indispensabili della filiera della vita. Ho voluto intervenire perchè mi riesce difficile accettare l’idea che , seppure per creare lavoro e indotti, sacrosanti, perchè qui nessuno vuole che si fermi ma si metta solo a norma l’attività e il lavoro di coltivazione dei noccioli, ma anche per colpire per esempio le cimici delle nocciole, si possa, però,  rischiare di morire tutti quanti insieme…Grazie per la sua attenzione e per il suo tempo”

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