Vendite di strenne nel Centro Storico in leggero aumento. Affari a macchia di leopardo

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sagginiPer conoscere come sono andati gli acquisti di Natale, abbiamo svolto una indagine nei negozi del Centro Storico di Viterbo, tralasciando quelli dei centri commerciali. Infatti, nei giorni scorsi, raggiungere i centri commerciali era una vera  avventura, nella quale si sapeva con precisione la data e l’ora della partenza, ma era un vero azzardo, indovinare la data e l’ora di arrivo. Infatti, la strada Cassia Nord e Via Garbini erano talmente intasate, che la velocità media di tutte le autovetture, di qualsiasi cilindrata e potenza, era un chilometro all’ora.

Per renderci conto del polso della situazione abbiamo parlato con decine di negozianti, e abbiamo scoperto una situazione a macchia di leopardo, perché abbiamo trovato attività in ripresa, altre che hanno confermato il trend dell’anno precedente, e altre ancora che ci hanno detto: “Un Natale disastroso”.  Abbiamo cercato di parlare con i titolari di negozi delle varie categorie merceologiche, in modo di avere una immagine reale, della situazione di Viterbo. Quello che è emerso da questo nostro sondaggio,  è che i negozi che trattano abbigliamento di basso livello, hanno registrato un calo degli acquisti, mentre quelli che trattano abiti “firmati”, confermano un incremento degli incassi, rispetto all’anno scorso.

La nostra indagine ha rilevato come anche le gioiellerie, si siano dimostrate soddisfatte dell’andamento delle vendite. Mentre il titolare di una pellicceria, ci ha confessato: “Ormai la nostra attività è in netto calo. Gli animalisti hanno creato un senso di colpa nelle nostre clienti, e le sontuose pellicce che coprivano la donna da capo a piedi, non le compera più nessuno. Quest’anno abbiamo venduto solo piccole pellicce di visone, tipo “coprispalla”. Penso che saremo costretti a chiudere l’attività”. Un’altra nota dolente l’abbiamo ascoltata dai titolari delle rivendite di articoli sportivi, che hanno subito una netta diminuzione delle  vendite. Noi riteniamo che questo calo sia dovuto all’apertura di Decathlon, che li ha in qualche modo penalizzati.

Stessa musica anche per tutte quelle attività di rivendita dei cosiddetti “stracci” (abbigliamento a buon mercato), dove i titolari lamentano un netto calo delle vendite. Infatti, le stesse cose possono essere acquistate, ad un prezzo migliore, nei negozi dei cinesi. Nel nostro giro abbiamo anche visitato due attività gestite da commercianti della Repubblica Popolare Cinese. Entrambe si sono dette soddisfatte, dell’andamento delle vendite. Facendo un riepilogo tra le varie riposte ricevute, dobbiamo dire che alla fine, anche se leggero, c’è stato un incremento degli affari, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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