Quando e da dove nasce la superstizione

Venerdì 17 e l’eptacaidecafobia (paura del numero 17 abbinato al venerdì)

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Oggi, venerdì 17 luglio, si verifica una combinazione di eventi che per alcuni è tutt’altro che superstizione: i “malati” di eptacaidecafobia, infatti, sono delle persone che soffrono sul serio l’abbinamento del numero 17 con il giorno del venerdì.

La paura comincia, in realtà, con il numero 17: la tradizione occidentale lo vuole infatti come il “numero dell’imperfezione”, probabilmente per un lascito di Pitagora. Le ripercussioni psicologiche sui più sensibili (e attaccati al trascendentale) sono talvolta evidenti.

Oltre a Pitagora, è possibile ricercare altre matrici di questa credenza ormai molto diffusa sul numero 17:

-tale numero coincide con la comparsa del diluvio universale (il 17 del secondo mese)

-sulle tombe romane si scriveva VIXI (vissi=ora sono morto) che, con la numerazione romana, è l’anagramma del numero 17 (XVII)

-nella battaglia di Teutoburgo (9 d.C. tra romani e germani) fu sconfitta la “legione XVII”, che da quel momento, per scaramanzia, non ebbe più assegnato quel numero

Una cultura storica che si ritrova anche nella cultura contemporanea: il 17 significa “disgrazia” per la smorfia napoletana.

Il venerdì come giorno sfortunato, invece, è un fenomeno che parte proprio dall’Italia, probabilmente vista la forte religiosità cristiana del nostro stato che fa coincidere il venerdì (santo) con la morte di Gesù.

Certo, sono discorsi molto esoterici, oscurantisti, superstiziosi, ma noi, nel dubbio, oggi eviteremo il più possibile di prenderci qualunque tipo di rischio!

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