Solidarietà per Venezia

Venezia affonda, Profili: “In Italia sappiamo reagire, ma non prevenire i disastri”

Il messaggio su Facebook del sindaco di Bagnoregio Luca Profili

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Tutti noi quando le fiamme avvolsero Notre Dame scrivemmo che si trattava di una danno incalcolabile per l’umanità, lo stesso danno che è capitato in questi giorni a Venezia, una delle città più belle del mondo.

La realtà, cruda è che nel nostro paese sappiamo reagire ma non prevenire.

Dobbiamo metterci in testa una cosa, le opere di manutenzione che servono al paese non hanno un ritorno elettorale, e per questo non gli viene data la giusta importanza. E chiunque in questi anni è stato al governo non ne ha fatto una questione principale, quando forse doveva essere il primo punto in agenda.

Siamo il paese del “io ve l’avevo detto”. Siamo il paese dei No, no alla Tav, no alla Tap, no alla Gronda. C’è un tempo che passa, passa per noi, passa per tutti, ed un paese deve rimanere al passo con quel tempo, soprattutto con i cambi climatici. Il Mose, sistema ingegneristico che doveva proteggere Venezia è degli anni 80, ed ancora non completato.

Leggendo i giornali di stamattina, rivedendo le immagini, leggendo le interviste, non può non salire un senso di rabbia, profondo. La realtà è che alla classe politica manca la pazienza e la cultura della sconfitta, perché certe riforme, certe misure, spesso sono invisibili ed oggi vince l’apparenza e non la concretezza, si è sempre alla ricerca del consenso facendo operazioni magari non fondamentali ma sicuramente di consenso.

A noi Italiani manca la capacità di analizzare a fondo le problematiche, di dare una visione ed una prospettiva, perché troppo occupati in chiacchiere da bar e discussioni su temi magari importanti ma che non sono di certo così importanti come la sicurezza dei luoghi dove viviamo. Continuo a pensare che siamo il paese più bello del mondo, nonostante il Ponte Morandi, nonostante ciò che è successo a Venezia, nonostante i problemi, nonostante tutto. Non rimane che ricordarcelo sempre e cercare di cambiarlo, in meglio.

Come diceva Borsellino “Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla, perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.”

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