“Venite a votare per esistere. Un pensiero per i viterbesi”

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Da Emanuele Ricucci, coordinatore della lista “IoApro Rinascimento” e assistente dell’onorevole Vittorio Sgarbi, riceviamo e pubblichiamo.

“Cari viterbesi, sono stato in silenzio per accompagnarli al meglio. Ma, ora, vorrei lasciare una testimonianza, e condividerla con voi, poiché la politica non si limiti a un meccanismo di plastica, ma sia ricolma d’anima. Li ho visti commuoversi, lasciare per un po’ figli e famiglia per realizzare qualcosa di più grande, di inedito, di complesso, come candidarsi in una città che sta ritrovando se stessa e si sente abbandonata al suo destino. Li ho visti, ogni giorno, resistere allo stress, poi tornare con un entusiasmo incontenibile sapendo dei molti sostegni. Non hanno mollato un attimo, non hanno lasciato un centimetro all’angoscia. Molti, non li ho visto risparmiarsi un secondo. Sono esistiti, ed esistono, perché hanno partecipato e nella partecipazione hanno ricevuto il battesimo dell’alternativa. I famosi “volti nuovi”, eccoli i candidati di IoApro Rinascimento. Prima di tutto una squadra, poi una lista. Prima di tutto gente del popolo, professionisti nella vita, ma non della politica. Prima di tutto cittadini, e mai pupazzi, carne da macello elettorale, mai! Potranno vincere o perdere, ma per me hanno già vinto, specie nel superare la mediocrità dell’italiano flaccido, furbo e fesso, arrendevole, evocando due padri dell’italianità moderna come Prezzolini e Flaiano.

Così, gli sgarbiani, hanno allontanato la sola percezione dell’essere cittadino, essendolo davvero: non più cittadini de iure e sudditi de facto. Con ogni risultato essi hanno già vinto, statene certi, perché l’idea di un civismo moderno, ciò che incarna l’antipolitica – intesa come rifiuto e sovversione del solo sistema clientelare, di una modalità di rappresentanza mortificata che non appartiene più a questo Paese -, non è l’idea di portare un meccanico a fare il ministro, ma tradurre l’intelligenza e la cultura, la sensibilità e la visione individuale in una candidatura a servizio – e non di servizio -, in una nuova classe dirigente – e non digerente, parafrasando Céline – in un coro, mai in un’élite, bensí in una squadra, in patto civico, appunto, come quello di Chiara Frontini, colei che insieme ai suoi sta determinando l’età nuova di Viterbo, quella di un civismo adulto: diversi ma non divisi. Trasformare questa coltivazione personale, che significa elasticità mentale, saper imparare, saper stare al mondo, in un’assunzione di responsabilità agli occhi di voi viterbesi, di uno scenario politico anomalo e frammentatissimo, come quello di Viterbo, sapendo quanto fosse rischioso concorrere ora, partendo da zero, con una macchina messa in piedi in quattro mesi scarsi, per le donne e per gli uomini di Sgarbi: zero preferenze, nessuno storico, quasi nulla esperienza politica, ventiquattro liste e ottocento candidati. Nonostante ciò, le donne e gli uomini di IoApro Rinascimento non hanno posto in essere un capriccio elettorale, ma una vera e propria battaglia. I percorsi non proseguono, solamente, ma iniziano anche. Chi si rifiuta di partecipare al voto perché “tanto sono tutti uguali”, chi pensa di esistere solamente nel contrasto e non nell’affermazione, faccia quel che ritiene, se così si sente cittadino e non suddito, se così si sente di assumersi le proprie responsabilità, ma non pensi, neanche un minuto, che sfuggendo riesca ad essere parte significativa, viva e pulsante di una comunità che cambia e che vuole cambiare, e questa elezione lo dimostra.

Metterci la faccia, nell’epoca del conformismo perfetto, dell’unica preoccupazione di realizzare la propria gratificazione istantanea, negli anni liquidi e di grande sofferenza (penso alla pandemia, alle restrizioni, a chi ha perso il lavoro, a chi deve concepire, ogni sera in famiglia, l’idea del fallimento, dell’attività che chiude dopo tanti sacrifici, all’aumento dei prezzi, alla guerra in Ucraina: piove negatività e disperazione sui cieli italiani), in cui si vota chiunque possa garantire le proprie necessità di sopravvivenza, in barba a ogni ideale, è un atto rivoluzionario. Prestare del tempo in maniera gratuita, ovviamente, per un nome importante come quello di Vittorio Sgarbi, con responsabilità delicate, dimenticando figli e famiglia, chiedendo permessi sul lavoro, allestendo, pulendo e tenendo aperta una sede, tra preoccupazioni e attività, riunioni e maturità da mantenere, perché sono qui come squadra, come lista di candidati, reali, in carne, operanti, pensanti e non depensanti, che non si limita ad essere una “lista di disturbo”, vuota, soggiogata da qualcuno, è un atto rivoluzionario. Sì, lo è! Sovvertire un principio oggi massivo ed estremamente pericoloso: discolparsi da tutto per il timore di assumersi le proprie responsabilità, anche questo è un atto rivoluzionario, quantomeno degno del coraggio. Con loro questo meccanismo tipicamente italiano non si è manifestato, ne si manifesterà quando, col vostro aiuto, IoApro Rinascimento siederà in consiglio comunale.

Venite a votare, viterbesi.

Non posso che ringraziare i candidati di IoApro Rinascimento e chi, da vicino, con la sua saggezza, i suoi consigli, il suo tempo, si è prodigato, come Cinzia, per contribuire alla traduzione delle nostre visioni, del nostro pensare. Il nostro cammino viterbese non si fermerà al prossimo, rigoglioso presente che ci aspetta.

Da ultimo, avendovi rubato già molto tempo. So bene cosa può fare Vittorio Sgarbi, di cui mi fregio di essere assistente, persona di sua fiducia e stima. Siamo fieri più che mai di lui e di ciò che potrà fare per Viterbo, come ha fatto per Sutri e per decine di città italiane per permetterle di evolvere, di resistere alla fine. Di un uomo che ha reso grande il patrimonio italiano, presidente di fondazioni ed enti tra i più importanti dello scenario culturale internazionale, che ha fatto conoscere l’arte agli italiani come mai prima, di un deputato, già sottosegretario ai Beni Culturali, i cui spettacoli su Caravaggio, Raffaello, Dante e Giotto fanno sempre tutto esaurito, i cui libri, i cui ragionamenti sull’arte sono letti da migliaia di persone da trent’anni, le cui mostre totalizzano migliaia di visitatori, di un intellettuale libero e liberale, caratteristiche rare, oggigiorno, nell’epoca della compravendita e di certa miseria umana. Sono fiero più che mai di questa nostra umana sensibilità, sorretta da visioni e da intelligenze popolari. Sono fiero della mia squadra, delle donne e degli uomini di IoApro Rinascimento. La politica può fare tutto, persino schifo, ma non può fare miracoli. Vittorio Sgarbi non è in città per fare miracoli, ma per compiere, coscientemente e serenamente, ciò che lo ha reso grande nella vita: lavorare per l’evoluzione culturale e comunicativa di città e borghi, affinché la loro Bellezza si trasformi in ricchezza, in occupazione, in lavoro, in futuro. Vittorio Sgarbi è qui, in sostegno a Chiara Frontini, per essere assessore alla Bellezza di Viterbo, e non per altro.

Cari viterbesi, venite a votare, fatelo non per gli uomini ma per la vostra splendida e immortale città, per la sua memoria, per il suo avvenire. Esistiate nella partecipazione, non cediate alla trappola della confusione e della sfiducia. La polis siete voi, la comunità siete voi, la vita di Viterbo siete voi. E nessun altro. Siate parte della cura, non della malattia.

Verso la vittoria.

Detto ciò, torno nel silenzio in cui molti vorrebbero stessi ogni giorno”.

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