Vento di maestrale, ripartito il processo sui rifiuti del Comune di Viterbo

I fatti risalgono al 2014: alla sbarra ex dirigente comunale e dipendenti della Viterbo ambiente. Si ritorna in Tribunale

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tribunale di viterbo
Il tribunale di Viterbo

In aula il processo Vento di maestrale. È l’inchiesta sui rifiuti che vede come imputati un ex dirigente comunale di Viterbo, e due dipendenti della Viterbo ambiente. I tre furono coinvolti nell’indagine sui rifiuti che nel 2015 sfociò nell’arresto di nove persone per truffa, frode e falso.

Giovanni Labate Avvocato
Giovanni Labate, difensore nel processo Vento maestrale

Le indagini durarono sei mesi dal giugno 2014: la polizia giudiziaria produsse intercettazioni ambientali, ma anche controlli e appostamenti su alcuni membri del Comune di Viterbo e su dipendenti della società che aveva vinto il mega appalto da 50 milioni di euro per gestire i rifiuti dell’immondizia, la società cooperativa a responsabilità limitata Viterbo ambiente. Per la procura la ditta appaltatore offrì al Comune servizi scadenti o inesistenti. Servizi insufficienti oggetto di denunce e lamentele da parte degli utenti.

Ieri mattina il collegio dei giudici presieduto da Silvia Mattei ha sentito il consulente nominato dalla pubblica accusa. Al centro del racconto ci sono stati i costi per il Comune a fronte dei servizi offerti dalla ditta. Trecentotredicimila euro opachi: “Non ho potuto capire molto di questi costi amministrativi, in quanto i documenti contabili che mi sono stati forniti non erano completi”, ha detto il consulente del pm. Massimiliano Siddi ha cercato di sapere di più sulla presunta “difformità” tra i costi previsti e quelli effettivamente pagati dall’ente locale.

Uno degli avvocati difensori, Giovanni Labate, ha incalzato il consulente del pubblico ministero: “Secondo la sua perizia sui conti e sulla convenzione tra il Comune e la ditta appaltatrice, lei ha riscontrato costi difformi da quelli preventivati?”. Il consulente ha ribadito che “i documenti avuti non erano completi affinché potessi appurarlo”. La prossima udienza è stata fissata per il 20 marzo 2020, quando dovranno essere ascoltati altri due consulenti contabili.

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