Vertenza Aquilanti, sindacati duri: “Senza piano industriale, le parole dell’azienda sono aria fritta”

Si parla di Cassa integrazione, ma Ajala (Cgil), Fatiganti (Uil) e Pascucci (Cisl) aspettano i fatti “non le chiacchiere”.

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“Senza il piano industriale non si può parlare di cassa integrazione o altro”. Sulla crisi della Aquilanti spa alle 15 i sindacati hanno incontrato i vertici aziendali. Che poche ore prima avevano diramato una nota in cui si parlava, per il punto vendita di Viterbo, di nessun licenziamento: al limite potrebbe essere chiesta la cassa integrazione a rotazione per alcuni lavoratori.
Ma i tre sindacalisti presenti all’incontro, appena usciti dalla sede viterbese della storica azienda del settore termosanitario, hanno tuonato: “Devono ancora preparare il piano industriale – hanno detto Elvira Fatiganti della Uil Tucs, Donatella Ajala della Filcams Cgil, Aldo Pascucci della Fisascat Cisl -, quindi non vogliamo allarmare i lavoratori parlando di cassa integrazione o altro. Non siamo in grado di dire una cosa del genere. E comunque le filiali interessate sono quelle fuori dalla provincia. A oggi la sede di Viterbo e quella di Civita Castellana non sono interessate da un’eventuale vendita o chiusura”. I tre parlano di una situazione “in evoluzione”: “Fra dieci giorni potrebbe cambiare tutto, in quanto alcuni lavoratori potrebbero partire”, come è già successo nelle settimane passate.
I sindacati confederali (a livello nazionale si sta parlando di una sorta di unificazione delle tre sigle, Cgil-Cisl-Uil) sono scettici: “Se non vediamo il piano industriale non possiamo dire nulla”. Quando sarà presentato? “Il 26 giugno prossimo l’azienda dovrà presentarlo al tribunale”. Qualche giorno prima la Aquilanti spa lo darà in visione ai sindacati, in modo che possano studiarlo e presentare le loro richieste: “Senza il piano, parliamo di aria fritta”, ribadiscono. E ora? “Stiamo a guardare gli eventi che si svilupperanno nel prossimo mese. Ci incontreremo quando loro avranno buttato giù il piano”.
Intanto, nel tavolo di oggi, durato un’oretta e mezza, Cgil-Cisl-Uil hanno incontrato l’amministratore unico Stefano Albrizio: “Abbiamo parlato dell’andamento aziendale. Con il fatturato che si è fermato in quanto la produzione si è bloccata per qualche tempo. Ora sembra che ci sia stata una ripresa”. Quella che serve affinché la fase di crisi sia superata.
L’azienda da un paio di mesi ha depositato in tribunale il concordato preventivo in bianco, con l’amministratore unico che sta cercando varie soluzioni per superare la crisi, soprattutto, del comparto aziendale della logistica. Brutto momento che ha portato cento lavoratori viterbesi della Aquilanti spa sull’orlo della disoccupazione. Per questo a marzo i sindacati hanno aperto un tavolo permanente in prefettura. Come un fulmine a ciel sereno a fine 2018 oltre 200 dipendenti dell’azienda, tra Lazio, Umbria e Toscana, si sono rivolti ai tre sindacalisti. I quali hanno subito cercato un incontro diretto con l’azienda; quindi, l’intervento del prefetto di Viterbo. Sono seguiti dei contatti interlocutori, finché le parti si sono messe d’accordo per l’incontro odierno. Ma poco prima delle 15, il comunicato aziendale ha messo in allarme i sindacati. Che ora rispondono con decisione: “Finché non avremo in mano i numeri sulla produzione e sui livelli occupazionali e sulle previsioni (piano industriale), ogni parola è aria fritta”.

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