Vertenza banane, proclamato lo stato di agitazione

Acque nuovamente agitate nel porto di Civitavecchia dove ieri i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione per la vertenza delle banane.

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Acque nuovamente agitate nel porto di Civitavecchia dove ieri i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione per la vertenza delle banane.
“Siamo costretti a tornare ad occuparci – scrivono Angelo Manicone della Filt Cgil, Fabiana Attig dell’Ugl e Gennaro Gallo della Uil trasporti – della cosiddetta vertenza delle banane che aveva agitato, non poco, il porto durante la stagione estiva e pre natalizia, con diverse riunioni, sia in regione che presso il ministero. Siamo stati aggiornati dalla società Cfft (Fruit Forrest Terminal Steven Clerkx) dell’incontro tenutosi venerdì scorso con l’Adsp (Autorità di sistema portuale) e con nostro stupore, nonostante le promesse fatte a Berlino e le richieste pervenute dal tavolo del partenariato, l’ente non ha predisposto alcun provvedimento che potesse dare stabilità al traffico della merce, come invece richiesto dagli operatori del settore. Ci è stato altresì ribadito dalla società che il persistere di questa situazione è destinata a provocare consistenti negative ricadute occupazionali”. I sindacati ricordano come dopo l’ordinanza 28, che prevedeva il divieto di sbarco alla banchina 24 di qualsiasi container, si siano battuti per la revoca del Provvedimento che non prendeva in considerazione la progressiva containerizzazione dei prodotti ortofrutticoli, non faceva una corretta analisi dello stato di attuazione del piano regolatore portuale e non valutava la specializzazione delle strutture presenti all’interno della banchina 24, che operano da vera attrattiva per gli operatori ed i traffici del settore. “Come organizzazioni sindacali quale sia la soluzione del problema ci interessa relativamente, una cosa però l’abbiamo chiara: i lavoratori ci chiedono certezze; non si può vivere sempre nella precarietà, chiediamo il rispetto della nostra gente, pretendiamo che qualsiasi strada si voglia percorrere sia tenuto nella giusta considerazione il lavoro portuale. L’Adsp ora deve decidere ed uscire dalla situazione di confusione in cui si è infilata, – concludono i sindacati che hanno chiesto un incontro urgente col presidente Francesco Maria di Majo – sono mesi che vengono prospettate soluzioni salvifiche miracolose che purtroppo ci hanno riportato esattamente nelle stesse condizioni dell’estate 2018 e noi questo non lo meritiamo”.

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