Via al nuovo anno, guardare avanti aprendo le braccia agli altri

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Si accettano scommesse: come saranno gli italiani nel nuovo anno che ha dischiuso oggi le sue porte dopo tanto penare nell’annus horribilis 2020?

Il direttore Giovanni Masotti

Saranno più buoni o più cattivi? Più vicini al prossimo che soffre, o più rintanati in un egoismo acceso dalla durezza della pandemia?

In comune, di sicuro, ci saranno l’incertezza e la paura che il disastro non venga superato, che non si riesca a voltare pagina. In comune ci sarà la voglia di sperare in un futuro meno aspro.

Ma resta la domanda iniziale: saremo più buoni o più cattivi? E qui mi sorge l’atroce dubbio. Temo fortemente che l’entità delle sofferenze patite ci renda più menefreghisti, incazzosi e misantropi di un anno fa. Sarebbe una risposta sbagliatissima alla crisi.

Cerchiamo invece di aprire le nostre braccia e di illuminare i nostri visi. Essere buoni ci porterà bene. Sbattere la porta in faccia agli altri e privilegiare una maligna furbizia ci trascinerà più giù.

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