Via intitolata a Craxi, Mariotti (FI) le suona a Corniglia (M5S): “Non vogliamo avere nulla a che fare con il giustizialismo grillino”

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Matteo Mariotti, coordinatore di Forza Italia Giovani Montalto

A Montalto la proposta avanzata da Forza Italia di intitolare una via a Bettino Craxi sta facendo montare le polemiche, il consigliere pentastellato Francesco Corniglia ieri ha fatto uscire un comunicato abbastanza pesante sulla questione, chiosando testualmente. “Ci sono altre figure ben più meritevoli cui intitolare una via o piazza della nostra cittadina”.

La risposta di Forza Italia non ha tardato ad arrivare, oggi il coordinatore di Forza Italia Giovani Montalto, Matteo Mariotti, ha scritto una nota in risposta al grillino, mettendo in luce diverse controversie proprio nei riguardi di Corniglia che, a detta del giovane forzista, si è sbrigato a bollare Craxi come disonesto dimenticandosi però che anche il suo Movimento non sembra essere un modello di onestà. Mariotti infine ha rimarcato quanto Forza Italia sia lontana ideologicamente dal giustizialismo, divenuto nel tempo fede di tutti i cinque stelle.

“Non ricordo chi ha detto: ‘L’unico politico onesto è il politico capace’. La politica si misura sulla capacità propositiva, sulla mediazione e sull’azione. L’onestà – afferma Mariotti – è solo un prerequisito della persona, oppure una conseguenza di un’attività efficace. Ci siamo lasciati alle spalle la funerea stagione di Mani Pulite, quando i giornali ci vollero far bere la favola di un mondo nuovo che la ramazza giustizialista stava finalmente per purificare da tutta la corruzione.

Sia chiaro: fu un’operazione che andava certamente a scovare del marcio che c’era, ma che utilizzò metodi infami. Come disse uno dei suoi massimi attori, Francesco Saverio Borrelli, nel giugno 1993: “Noi incarceriamo la gente per farla parlare. La scarceriamo dopo che ha parlato”. Era l’epoca in cui girava la frase: “Datemi un politico onesto e vi porterò una prostituta vergine”. Anche Dario Fo si univa al coro nazional-popolare con la battuta: “Come ci sono oratori balbuzienti, umoristi tristi, parrucchieri calvi, potrebbero esistere benissimo anche politici onesti”.

Piazza pulita è stata fatta. Di Pietro & co. ci hanno liberato da (quasi) tutti i politici corrotti. Ma a chi ci hanno messo in mano, ai “capaci”? Oggi più che mai, aridatece Andreotti!“. – Cit
La nota cantante Mina dimostra senza ombra di dubbio uno spessore politico superiore a quello del consigliere Corniglia. L’onestà infatti – prosegue l’esponente azzurro – è una qualità morale che non ci si può auto attribuire (sulla base di non si sa bene cosa), ma sta agli altri farcela tributare. Il partito degli Onesti non esiste e mai esisterà, perché gli onesti, come i disonesti, stanno ovunque, indipendentemente dal credo politico professato. La natura umana è intrinsecamente fallace. Come diceva Orwell: “Tutti i politici sono onesti, ma alcuni sono più onesti di altri”. Loro sono onesti e quindi implicitamente tutti gli altri, per transitività, disonesti. Non so, è come se domani creassi il “Partito dei Belli” e tutti i suoi aderenti fossero considerati automaticamente “belli”. Funziona così no? Onestà non necessariamente coincide con capacità.

Qui mi ricollego a “via Craxi”. Giudicare una figura storico-politica, non sulla base delle politiche e degli ideali che ha promosso (legittimamente criticabili per carità), ma per il solo fatto di essere stato condannato (da una magistratura già ampiamente politicizzata) fa parte di una visione giustizialista, superficiale e gretta che noi forzisti rifuggiamo. Non è mia intenzione santificare Bettino Craxi, la storia farà il suo corso, ma piuttosto, attraverso il suo nome e la sua vita, riscoprire quegli ideali socialdemocratici di cui si fece portatore e di cui oggi il Paese avrebbe gran bisogno.

D’altronde però – aggiunge –  riconosco che Corniglia è pur sempre il rappresentante di quel movimento che ha voluto l’abolizione della prescrizione rendendo così noi cittadini degli eterni colpevoli, in barba alla Costituzione. Rappresentante di un movimento che ha permesso la scarcerazione di vari boss mafiosi, negando la presidenza del DAP a Nino di Matteo. La sua natura giustizialista però mi stupisce in quanto egli, essendo di origini toscane, è erede indiretto del “Codice Leopoldino”, faro di civiltà nel Granducato di Toscana di fine diciottesimo secolo.

Mi sorprende anche il fatto che il consigliere comunale sovracitato, forte sostenitore del taglio dei parlamentari, recrimini tanto la scelta di eliminare le commissioni consiliari. Quando ad essere tagliata è la nostra rappresentanza allora va bene, quando è la sua no. L’asimmetria è lapalissiana.

Il legame nefasto tra magistratura e politica è purtroppo ancora oggi vivo e vegeto (il Palamaragate è solo la punta di un enorme iceberg). Problema di cui i Padri Costituenti già discutevano allora. Come ricorda Piero Calamandrei: “Quando per la porta della magistratura entra la politica, la giustizia esce dalla finestra.”

Noi forzisti non vogliamo avere nulla a che fare con il giustizialismo di chi vorrebbe crocifiggere sull’altare di Dike cittadini e personaggi politici (passati e attuali) con processi pressapochisti sui social e sui giornali. E’ notizia recente il finanziamento illecito da parte del Governo venezuelano al M5S per una somma di 3,5 milioni di euro. Però si sa, “chi di onestà ferisce, di onestà perisce”.

Concludo invitando l’ortottero giacobino Corniglia a non agitare tanto la gogna politica e mediatica dell’onestà über alles, perché come Robespierre insegna – chiude Mariotti –  da ghigliottinante a ghigliottinato il passo è breve.

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