Monumento ai caduti

Questa è una cartolina arrabbiata. Forse i divieti che non mi piacciono me li attiro come una calamita. Ma quel DIVIETO DI ACCESSO che occhieggia un po’ in disparte nel piccolo giardino intorno al tempietto di Santa Maria della Peste – oggi Sacrario dei Caduti- suona proprio inappropriato di fronte a ciò che si vede poco più in là. Appoggiata alla cancellata di accesso al Sacrario è in bella mostra una vecchia corona di alloro, tutta rinsecchita. Abbandonata, dimenticata lì dopo essere stata deposta tra grandi onori in occasione dell’ultima cerimonia pubblica al Sacrario.

Non divieto di accesso dovrebbe esserci scritto, ma OBBLIGO di accesso per rimediare al più presto a questa imperdonabile trascuratezza. Una corona di alloro rinsecchita non è il modo giusto per onorare la memoria dei caduti. Al cimitero una tomba coi fiori secchi è un’immagine eloquente di abbandono, che inevitabilmente suscita tristezza. Molto meglio i fiori finti, che almeno non negano il cambiamento dei costumi della nostra vita, che non ha mai tempo, va sempre di corsa, in un eterno presente che poco indulge a ricordare il passato e che verso il futuro è più impegnata a esorcizzarne le paure che a progettarne il destino.

Il culto dei morti non è nelle corde del nostro tempo, dobbiamo ammetterlo. Se Ugo Foscolo vivesse oggi scriverebbe tantissime splendide liriche, ma non certamente “ I Sepolcri “, che sono invece il suo testamento civile e poetico più significativo. Né è il caso di scandalizzarci, perché le sensibilità culturali sono in continua evoluzione.

Però finché decidiamo che debba esserci un Sacrario e finché nelle ricorrenze solenni lo onoriamo con il nostro deferente omaggio – simboleggiato dalla corona d’alloro con il nastro tricolore della Repubblica – dobbiamo farlo come si deve. Lasciare per mesi una corona d’alloro secca non va bene. Spero che anche altri la pensino così.

Allora altro che divieto d’accesso! Come dicevo obbligo immediato di accesso per togliere subito la corona disseccata, che in quelle condizioni comunica solamente malinconia e degrado.

Alla prossima ricorrenza la città tornerà a onorare i suoi Caduti con una nuova, orgogliosa corona verdeggiante che prova a donare un piccolo soffio di vita a chi la vita l’ha perduta per sempre.

Mi auguro che chi può autorizzare l’accesso al giardino del Sacrario lo faccia quanto prima per compiere questo doveroso gesto di pietas verso i nostri morti.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui