Una terza dose di vaccino potrebbe essere somministrata nei prossimi mesi per la lotta alle varianti. Dal 1 luglio arriva il "green pass europeo"

Via libera ai vaccini in vacanza da Figliuolo. Intanto si fa largo l’idea della terza dose

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Figliuolo

L’eventualità di ricevere la seconda dose del vaccino anti-Covid nei mesi estivi – soprattutto in agosto – ha mosso non pochi dubbi di recente tra una larga fetta di italiani, spingendoli, in alcuni casi, a rinunciare alla prenotazione per non dover annullare le vacanze al mare o in montagna.

Nelle scorse ore, però, è arrivata la conferma da parte del generale straordinario per l’emergenza Covid Figliuolo per il via libera ai richiami anche nelle località di vacanza, seppur in condizioni particolari: sarà inoltre possibile, in determinati casi, concedere una certa “flessibilità” sulla data di prenotazione della seconda dose.

Intanto si fa sempre più largo l’idea di una terza dose, da ricevere – presumibilmente – a partire dai primi mesi del 2022. Una decisione tesa soprattutto a contrastare la diffusione di varianti del virus che possano compromettere i passi avanti intrapresi nei mesi della campagna vaccinale. In questa nuova fase – come ha spiegato Figliuolo – sarà fondamentale il contributo di farmacie e medici di famiglia, dato che si prevede di chiudere gli hub diffusi sul territorio vaccinale dopo l’estate.

Parlando di viaggi e vacanze, è arrivata anche la data ufficiale per il “green pass europeo“: sarà attivo dal 1 luglio e consentirà di spostarsi in tutti i 27 Paesi UE senza limitazioni. Il documento sarà rilasciato in formato digitale o cartaceo a chi ha completato il ciclo vaccinale, è guarito dal Covid (in questo caso la validità è di 6 mesi) oppure chi dimostra di essersi sottoposto a tampone con esito negativo (molecolare 72 ore, rapido 48). Il pass per i vaccinati sarà valido per 9 mesi, a partire dal quattordicesimo giorno dopo la seconda dose.

Per il momento soltanto nove Paesi sono pronti alla distribuzione dei certificati verdi; tra questi non figura ancora l’Italia, che sarebbe al lavoro per adeguarsi alle procedure previste.

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