Via San Pellegrino: i lastroni medievali sono “salvi”. La rifinitura in cemento non si nota

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sagginiOggi mi sono recato in Via San Pellegrino, proprio sul punto dove le stuccature, tra le antiche lastre di peperino, avevano creato tanto scalpore. Ho osservato da vicino il lavoro fatto, e ho visto che nelle fenditore è stata inserita una miscela di cemento e graniglia. Un lavoro che ben si adatta a quel tipo di pavimentazione. D’altronde non ci sono altre soluzioni, per lo stucco di pietre di quella dimensione. La soluzione cemento più graniglia è la più idonea.

Infatti le fenditure se vengono lasciate aperte, sono il ricettacolo di ogni genere di rifiuti, a partire dalle cicche delle sigarette, fino alle cannucce di plastica delle bibite. Il risultato è che le macchine spazzatrici, non riescono a pulire nelle profondità delle fenditure, e quelle cicche e altro, rimangono incuneati per anni e anni. Parlando con due commercianti del posto, anche loro mi hanno detto: “Il lavoro che sembrava un impiastro, dopo le pulizie di rifinitura, si presenta bene e non si nota. Grigio è il peperino e grigio è il cemento.”

Un altro commerciante mi ha anche detto che ci sono alcuni locali di Via S. Pellegrino (uno è al civico 77), che la sera dopo la chiusura, fa pulire dai camerieri, tutte le cicche che stanno a terra davanti al loro locale. “Si mettono i guanti e, aiutandosi anche con delle bacchettine, estraggono tutte le cicche che si sono incuneate tra i lastroni”. Se questa abitudine sana e bella, venisse copiata da tutti i gestori del Centro Storico, saremmo a cavallo.

 

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