Viaggi da incubo: dal paradiso delle Maldive all’inferno della quarantena

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Una vacanza da sogno. Il Natale alle Maldive è solitamente speciale; dalla folla degli ipermercati e dal freddo si passa in spiagge bianche affacciate su acqua cristallina, a una temperatura estiva, in isole da sogno. Ma talvolta, i sogni possono trasformarsi in incubi specialmente ai tempi del Covid.

Sofia Tonola e Matteo Filibeck, una giovane coppia di fiorentini, hanno così voluto denunciare la loro disavventura.
Erano partiti il 25 dicembre dall’Italia per le Maldive, con tour operator che avrebbe dovuto garantire loro la massima sicurezza. Il 2 gennaio sarebbero dovuti ripartire per l’Italia, per cui l’1 hanno fatto un tampone: positivi entrambi.
Di lì è iniziato l’incubo.

Avrebbero dovuto passare la quarantena in un hotel ‘covid’. Sono stati portati a Malé, la capitale. Una volta arrivati in loco, hanno però constatato che la struttura era totalmente diversa da quella indicata. Sono relegati, a loro dire, in una stanza minuscola, “di un metro per un metro e sporca”.

Un’altra disavventura ha coinvolto un gruppo di una quarantina di italiani bloccati da diversi giorni dal virus alle Maldive, nel resort Nakai sull’isola di Alimathà, nell’atollo di Vaavu. Al momento di rientrare in Italia, come previsto dalla normativa locale e secondo le regole dei cosiddetti corridoi turistici, i viaggiatori sono stati sottoposti a un test antigenico, dopo il quale 12 di loro sono risultati positivi. Un esito confermato poi da un tampone molecolare. Sia per loro che per altri 24 connazionali che erano stati ospitati, nelle stesse strutture, è scattato subito l’isolamento di 14 giorni previsto per i contagiati e i loro contatti stretti dalla normativa locale anti-Covid.

Il gruppo di italiani è stato quindi posto in isolamento “in un’area dedicata del resort.

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