Viaggio all’interno della SOR, la lotta contro il Covid nel Lazio parte da… Viterbo!

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Pandemia, emergenza, lotta contro il tempo… la storia si ripete! La nuova “peste nera” del terzo millennio ha riportato – a molti – il ricordo storico di quella malattia che mise sotto scacco l’Europa del 1200 e, paradossalmente, la nostra Penisola.

Al momento dell’allarme in Lombardia, con il primo paziente presso la località Codogno, la Sala Situazioni delle Misericordie d’Italia con a capo il suo direttore Gionata Fatichenti, chiede la disponibilità alle SOR (Sala Operativa Regionale) di riportare qualsiasi caso di contagio Covid-19 e segnalarlo.

Su 20 regioni esistono 14 SOR aperte su tutto il territorio nazionale tra cui quella del Lazio.
Quando si parla di “regionale” nel Lazio si pensa ad una sede al centro di Roma quando invece, a sorpresa, il coordinamento di Sala Operativa parte da Viterbo.

Eh già, nella città dei Papi è presente la Sala Operativa Regionale del Lazio (SOR) e purtroppo, tranne tutte le altre Province, solo nella cittadina della Tuscia alcune autorità ne erano all’oscuro.
La SOR Lazio, ovvero una delle task force di questa emergenza, è composta da una quindicina di operatori di cui solo 6 di Viterbo compreso il suo direttore Sergio Brandoni a capo della struttura.

Allo scoppio dell’emergenza, purtroppo, non tutti gli operatori avevano la possibilità di raggiungere il loco della Sala Operativa – per via delle misure ristrettive del Governo –  rimanendo a servizio nelle loro località e stretto contatto quotidiano con la SOR.

A portare avanti il grosso lavoro dell’operazione Covid-19 sono gli operatori viterbesi Sergio Brandoni, Ugo Biribicchi, Fausto Maria Natali e Federico Proietti Ragonesi, a volte, hanno dedicato la loro salute e la loro vita per giorni interi senza mai sosta, senza sabati e domeniche, scendendo in campo contro il nemico – indossando spesso i dovuti D.P.I. – sacrificando i propri affetti.

Un lavoro immenso dettato dal continuo collegamento con Pistoia e trasmettendo quotidianamente i dati sulla situazione, arrivando per motivi logistici sul territorio di Fiumicino e non solo.
Molte le “call conference” con tutte le Misericordie del Lazio ritrovandosi spesso a dover trovare la soluzione migliore per gestire una guerra senza precedenti.

Accanto a loro, oltre i Governatori – ovvero i Presidenti delle Misericordie – il responsabile Area Emergenza per il Lazio Nello Sperandio che da Villa Adriana – Tivoli – ha combattuto fianco a fianco tutte le battaglie assieme alla struttura laziale.

Tanti i volontari scesi in campo, compresa Viterbo, per fronteggiare un’emergenza storica fino all’esaurimento delle energie.
“Hanno indossato la veste nera del 1244 e combattuto la peste come i loro avi “- citerebbe qualcuno.
Li chiamano “eroi”… “angeli” … semplicemente gente comune con un cuore grande senza interessi pronti a supportare  e sostenere il proprio popolo.

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