Vincolo Soprintendenza, il Comune presenta ricorso al Presidente della Repubblica

il Comune di Viterbo definisce il vincolo illegittimo e lesivo dei propri diritti e interessi, e ne chiede l'annullamento, previa sospensione

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Il Comune di Viterbo ha presentato ricorso al Presidente della Repubblica, contro il vincolo apposto dalla Soprintendenza su un’area di 1.600 ettari, che da Porta Faul si estende fino alle Masse di S.Sisto. Un vincolo che nelle sue finalità vorrebbe cristallizzare tutto questo territorio, senza tenere in alcun conto le attività già approvate dal Comune e quelle già iniziate.

Leggendo tutti i punti del documento emerge una certa superficialità dell’Ente ministeriale, che sembra procedere con la delicatezza dell’elefante, nel negozio del vetraio. Nel dettaglio il ricorso lamenta come la Soprintendenza, abbia preso come riferimento per il suo provvedimento, una cartografia che risale al 1991. Tra l’altro nel ricorso si legge: “Come anticipato la proposta di ampliamento del vincolo ha interferito concretamente con la pianificazione urbanistica comunale, regionale e attuativa, sia vigente che in itinere, oltre che con i programmi e le politiche di sviluppo del territorio, e con l’attività già autorizzata in corso, introducendo in sostanza una inusitata ottica meramente conservativa del paesaggio rurale, suscettibile di ostacolare tutte le attività economiche in essere ed in progetto nell’area di interesse, incluse quelle agricole e di sviluppo delle attività termali, localizzate all’interno della zona F4 (servizi e attrezzature private).

L’ampliamento del vincolo ha costituito pertanto una palmare inversione di rotta rispetto alla pianificazione in corso, la quale pur assicurando un elevato livello di tutela della specificità del paesaggio, prevede l’armonico sviluppo delle attività economiche. Pertanto il Comune di Viterbo,al fine di salvaguardare la pianificazione urbanistica vigente e le relative linee tendenziali di sviluppo fortemente compromesse dai vincoli di cui alla proposta, con la delibera consiliare n. 56 del 23 maggio 2019 si è determinata a formulare osservazioni alla proposta al fine di conseguire una riduzione e modifiche del vincolo”. Segue poi un lungo elenco di osservazioni , la  maggior parte delle quali risulta non accolta o accolta solo in parte.

Dopo questa premessa, il Comune definisce il vincolo illegittimo e lesivo dei diritti e interessi dell’Ente locale stesso, e ne chiede l’annullamento, previa sospensione. Vengono poi elencati tutta una serie di motivi ,che inficiano gravemente tutta l’istruttoria della Soprintendenza sia nei riguardi della Regione, che in quelli del Comune. Il fatto più significativo denunciato dal Comune, è che la Soprintendenza ha preso come riferimento al vincolo, una cartografia del 1991, che comprende zone già atrofizzate e modificate. Anche per la parte termale, mentre da una parte la Soprintendenza afferma di rispettare la vocazione del territorio, dall’altra nei provvedimenti quasi ne impedisce l’ordinaria gestione. Adesso ci vorrà del tempo , ma forse già un aiuto ci viene dal riordino delle Soprintendenze fatto dal ministro Dario Franceschini. Infatti, con la creazione della Soprintendenza di Viterbo, Rieti e Etruria Meridionale, finalmente il nostro territorio è indipendente da Roma. Ci auguriamo che questo sia il primo segnale buono, per il nostro territorio.

1 commento

  1. Hanno fatto benissimo a porre questi vincoli e a volere che vengano rispettati.
    I privati e i palazzinari hanno già tante maniere per rovinare le aree verdi,ed é, anzi,vergognoso il fatto che qualcuno pensi a queste tutele come a qualcosa di dannoso.

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