Violentatore seriale, altre due bimbe tra le grinfie dell’orco pachistano

Accusato di aver cercato di violentare quattro minori: 11 e 13 anni le prime denunce, ora si parla di giovani di meno di 10 anni

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Altre due bambine nelle grinfie dell’orco pachistano, che ormai si può considerare un seriale. Il 29enne in carcere dalla mattina dell’1 giugno scorso avrebbe messo nel suo mirino altre due ragazzine. Questa volta ancora più piccole della undicenne e della tredicenne che avevano denunciato la tentata violenza sessuale ai loro danni: secondo quanto trapela, le due new entry dell’orco seriale che lavorava in un’azienda agricola viterbese hanno sotto i dieci anni.

Anche loro, secondo quanto emerge dalla fase di ricostruzione della procura, sarebbero state avvicinate dall’uomo a maggio scorso. Il modus operandi del pachistano è quello messo in atto per le altre due piccole: i genitori delle due bambine viterbesi hanno detto alle forze dell’ordine che le loro figlie sono state avvicinate da un uomo, non italiano, che avrebbe cercato un approccio poco ortodosso. Sembra che sia stato riconosciuto il pachistano già in carcere per lo stesso reato.

L’arresto dell’1 giugno e la conferenza del questore. Era sabato primo giugno quando in questura fu convocata una conferenza stampa: il capo della squadra mobile Gian Fabrizio Moschini, il questore Massimo Macera e il vicario Carmine Ingrosso, spiegarono i particolari dell’arresto del 29enne: una delle bambine tornava da scuola, l’altra stava salendo a casa. Entrambe sono state avvicinate nel centro storico di Viterbo e sono state palpeggiate (forse qualcosa in più). Non hanno subito danni fisici. I fatti ci sono stati ai primi di maggio e la denuncia dei genitori delle minori, c’è stata pochi giorni dopo. Lui è un pakistano residente a Viterbo e è un dipendente di un’azienda agricola della provincia. Il 29enne tentò di stuprare (c’è stata una stretta su questo tipo di violenze sessuali, per cui anche il tentativo è da considerarsi vera e propria violenza) le due ragazzine in pieno centro a Viterbo. Non ha precedenti significativi. Gli episodi sono avvenuti nello stesso giorno, in modo separato e a distanza di poche ore. Le minori sono state pronte a scappare, se no sarebbe accaduto il peggio. Il pm che si occupa del caso è Chiara Capezzuto e il gip che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare è Francesco Rigato.

Altri due casi di minori. E ora si viene a sapere di altre due ragazzine prese di mira. Da qui, sembra che la procura voglia sentire le ragazzine in forma protetta tramite un incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari.

Si ricorda che il pachistano è difeso dagli avvocati Marina Bernini e Samuele De Santis. Cercheranno dimostrare che il loro assistito non era l’uomo ritratto nei filmati delle telecamere a piazza San Faustino. Infatti, secondo la pubblica accusa, una delle due bambine di cui alla conferenza stampa in questura, sarebbe stata seguita e il passaggio in piazza San Faustino ne sarebbe una prova. L’indagato ha sempre rigettato ogni accusa nei suoi confronti. Ora dovrà farlo anche in merito ad altre due denunce.

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