Violentatore seriale, il 25 luglio verranno ascoltate le 4 minorenni

Saranno ascoltate in forma protetta dal giudice e dalla psicologa del tribunale. L’indagato pachistano sarà in un’altra aula

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Le quattro minorenni vittime del pachistano violentatore seriale, in carcere dall’1 giugno, saranno ascoltate in maniera protetta in tribunale. L’incidente probatorio è stato fissato per la mattina del 25 luglio. Quando, nell’aula Ascolto minori della sezione di polizia giudiziaria del palazzo di giustizia, ci sarà l’incidente probatorio per cristallizzare la loro versione, già raccontata ai genitori e agli inquirenti. Inoltre, le quattro bambine dovranno riconoscere il loro presunto aggressore.

Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Francesco Rigato. Il quale ha accolto la richiesta del pubblico ministero Chiara Capezzuto. Insieme all’ascolto in forma protetta delle quattro giovanissime (10, 11, 12 e 13 anni), nell’udienza del 25 luglio prossimo ci sarà il conferimento dell’incarico alla psicologa Emanuela Canepari. Le quattro persone offese saranno accompagnate dai rispettivi genitori negli uffici della polizia giudiziaria del palazzo di giustizia. Poi, saranno introdotte a turno nell’aula Ascolto minori quando il 29enne indagato già si troverà nell’aula in cui sono a disposizione i terminali video per seguire l’esame, e dalla quale tutte le parti interessate potranno assistere all’esame del minore, in collegamento audiovisivo. Nell’aula di ascolto saranno presenti esclusivamente il giudice, la psicologa e la minorenne di volta in volta da esaminare, ovvero, laddove le parti lo consentano, il solo perito e la minorenne da ascoltare.

Le parti potranno consegnare al giudice, prima che inizi l’assunzione della prova, una lista delle domande che intendano sottoporre a ciascuna delle quattro presunte vittime dell’orco. Resta salvo il diritto delle parti di formulare, tramite il giudice, nell’incidente probatorio, tutte le domande che ritengano rilevanti, con l’unica precisazione che sarà il giudice a stabilire il momento più adatto per raccoglierle e porle alle bambine.
Ai fini del riconoscimento dell’accusato, la polizia giudiziaria (la squadra mobile della questura) procurerà la presenza di almeno due persone il più possibile somiglianti, anche nell’abbigliamento, al 29enne indagato. Il tutto sarà documentato integralmente con mezzi di riproduzione audiovisiva.

I delitti di cui è accusato l’orco. L’indagato è nato in Pakistan l’1 gennaio 1990, risiede a Viterbo e è attualmente a Mammagialla. È difeso d’ufficio dall’avvocato Marina Bernini del foto di Viterbo. È in carcere in quanto accusato del delitto di violenza sessuale aggravata nei confronti di quattro giovanissime: il 2 maggio scorso blocca fisicamente una 13enne toccandole le guance e il sedere, cercando di baciarla sulla bocca mentre cerca di abbassarle i pantaloni; sempre il 2 maggio 2019 blocca un’undicenne nel portone dello stabile e le tocca il seno, mentre lei cade a terra; la bambina di 10 anni è bloccata, il 6 maggio, davanti a un ascensore e il pachistano le accarezza le gambe e il sedere; il 28 maggio, invece, le mire dell’orco 29enne si rivolgono verso una dodicenne che si rifugia in un ascensore, ma lui entra e cerca di compiere atti violenti, non riuscendo nel suo intento perché la minore riesce a entrare nella propria abitazione.

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