Violenza sessuale su una minorenne: assolto per non aver commesso il fatto

Il tribunale di Civitavecchia ha scagionato un 50enne di Tarquinia dopo quasi cinque anni di processo. L’uomo: «Ringrazio gli avvocati Claudia Trippanera e Francesca Maruccio. Adesso chi ha sbagliato deve pagare»

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Tarquinia

Da “La Provincia – Quotidiano di Civitavecchia, Santa Marinella, Fiumicino e dell’Etruria”.

TARQUINIA – Assolto perché il fatto non sussiste. Si chiude così dopo quasi cinque anni di processo la storia che vede coinvolto un tarquiniese di circa 50 anni accusato di abuso sessuale su una minorenne e molestie nei confronti della sorellastra, anche lei minorenne.
Tutto partì dalla denuncia dei genitori delle ragazze, amici di famiglia dell’uomo, a seguito della quale intervennero tutti gli organi preposti alla circostanza delicata, con il Racis (Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche) in prima linea.

Il processo, durato quasi cinque anni, ha visto l’audizione di tantissimi testimoni e martedì scorso il tribunale di Civitavecchia dopo la Camera di consiglio ha assolto il 50enne, difeso dagli avvocati Claudia Trippanera e Francesca Maruccio.

Il calvario per il tarquiniese iniziò il 5 novembre 2014 quando venne contattato dai carabinieri ed apprese di essere stato denunciato per molestie e violenza sessuale nei confronti delle figlie di una coppia di amici. Secondo l’accusa l’uomo in diverse circostanze aveva approfittato in maniera particolare di una delle due ragazzine, toccandole il seno e i glutei e baciandola contro la volontà della ragazza e costringendola con violenza a subire atti sessuali. I fatti contestati riguardavano l’arco temporale da novembre 2013 a febbraio 2014 e successivamente, secondo l’accusa, erano poi terminati quando i rapporti di amicizia e le frequentazioni tra la coppia e l’uomo si erano interrotti per motivi legati all’ammanco di una consistente somma di denaro dal portafoglio della compagna del 50enne.

Era stata la ragazzina in un primo momento a confermare le molestie successivamente  ritrattate, facendo emergere che le aveva rese su indicazione del padre (dal quale la madre è separata da tempo). Alla luce della denuncia, il pubblico ministero Alessandra D’Amore chiese l’incidente probatorio per cristallizzare le prove, eseguito a gennaio 2015, e già in quella circostanza emerse la possibilità invece di riscrivere una nuova versione dei fatti scardinata poi nelle varie udienze in tribunale.

La minorenne, interrogata dal giudice per le indagini preliminari Lorenzo Ferri, dal pm Alessandra D’Amore  e dagli avvocati dell’indagato Claudia Trippanera e Francesca Maruccio, per ricostruire tutti i fatti relativi alla presunta violenza sessuale fece infatti emergere una vicenda completamente diversa. Le numerose testimonianze hanno poi fatto il resto, nel consentire di ricostruire un’altra storia che di fatto scagiona completamente l’uomo.

“Ringrazio gli avvocati Claudia Trippanera e Francesca Maruccio che sin dall’inizio hanno creduto in me – commenta soddisfatto il 50enne – come pure i miei famigliari. Adesso però chi ha sbagliato deve pagare – aggiunge l’uomo – Ho vissuto un incubo durato quasi cinque anni. Momenti difficili che hanno avuto gravi ripercussioni anche sulla mia salute e sul mio equilibrio psicologico, come del resto riportato nei diversi referti medici. Questa accusa ha anche rischiato di farmi incorrere in gravi conseguenze per il mio lavoro. Ringrazio anche la mamma della ragazza e la ragazza che hanno raccontato la verità. Ringrazio anche il giudice del tribunale che ha creduto in me. Vorrei scuse pubbliche da parte di queste persone che mi hanno accusato ingiustamente. Attualmente sono sotto cura dallo psicologo, ho vissuto anni di forte stress. Per questo adesso dico che se la legge ha creduto in me, adesso chi ha sbagliato deve pagare. Ho avuto diverse crisi depressive, in quanto per tutto questo tempo sono stato afflitto dalla paura di non essere creduto dai giudici e dalle persone che mi conoscono».

Fonte: La Provincia di Civitavecchia

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