Viterbese, è fatta! Giovedì incontro Camilli-Romano, e la firma. Accordo raggiunto per la fideiussione

Il Comandante sta per condurre felicemente in porto la missione di traghettamento della Viterbese dalla sua fortunata gestione

camilli romano viterbese
A sinistra Piero Camilli, a destra Marco Arturo Romano

Alla faccia di quei quattro scalmanati della Curva che lo tampinano e lo insultano, il Comandante sta per condurre felicemente in porto la missione di traghettamento della Viterbese dalla sua fortunata gestione (sei anni e quattro trofei, fino a un passo dalla B) a quella, che si preannuncia altrettanto seria e dignitosa, dell’ingegnere di Cassino – da tempo residente a Roma – Marco Arturo Romano, già noto nel mondo del calcio. “Sì – ci confida Piero Camilli, tirando un sospirone di sollievo – stavolta penso proprio che sia fatta! L’ appuntamento con Romano è già fissato: per giovedì prossimo. E sarà quello buono per la firma della cessione del club a cui credo di aver dato tanto e ricevuto poco. E sai a chi mi riferisco… Ma è inutile stare a ripetere le solite cose, poi la gente si stufa”.

viterbese-camilli E già. Perché la svolta decisiva è maturata nelle scorse ore. Quando lui, l’ imprenditore e i rispettivi legali hanno sciolto l’ultimo nodo che restava in una trattativa che non presentava, ormai, altri ostacoli di sorta. E’ stato superato il problema della fideiussione bancaria da 350 mila euro richiesta a garanzia della Lega – che dovrà sostituire quella attuale a nome di Camilli – e che ad oggi non è stata perfezionata da parte di Romano. Giovedì – questo l’ accordo raggiunto – se la nuova fideiussione non sarà ancora pronta, l’ acquirente depositerà un assegno circolare per la stessa cifra presso un notaio di fiducia del patron gialloblù, il quale – naturalmente a scadenza – manterrà intanto la sua in modo da rispettare il termine ultimo del 22 luglio fissato dagli organi federali. E i “leoni” potranno disputare il campionato di serie C sotto le insegne della proprietà subentrante, che promette una squadra competitiva e una società ben organizzata. Dopo un mese e mezzo di incertezza e sofferenza – un mese e mezzo non facile, in cui è stato detto tutto e il contrario di tutto – ci siamo davvero. Pronti a esultare, dunque. Incrociando le dita, per estrema cautela, ancora per sei giorni. Ma l’orizzonte è virato verso il rosa. E gli auspici sono favorevoli. Meno male. Non se ne poteva più…

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