Viterbese, è partita l’era Antonio Calabro 3.0! Parola chiave: ambizione

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Romano e Antonio Calabro conferenza stampa
A sx l'allenatore Antonio Calabro, a dx il presidente Marco Arturo Romano

Ambizione. La parola chiave di questo periodo della Viterbese è senz’altro questa. Proprio per ambizione personale Marco Arturo Romano ha deciso di esonerare Giovanni Lopez, martedì scorso, per (ri)prendere Antonio Calabro. Un’ambizione presente all’interno del presidente gialloblù in modo naturale, tanto da destinare premi a giocatori e nuovo allenatore in caso di Serie B. Essa è nata e cresciuta proprio dalla prima Viterbese di Lopez, quella che ha sorpreso tutti per entusiasmo e organizzazione, tanto da prendere scalpi importanti come quello del Bari. La squadra aveva dimostrato di poter fare bene contro tutti in un girone proibitivo e con una base di partenza che era tutta da decifrare.

Piano piano, però, le prestazioni della squadra sono calate, soprattutto in trasferta. La seconda Viterbese di Lopez non è mai stata sopraffatta nettamente, ma non ha nemmeno più dimostrato quel carattere e, specialmente, quel gioco organizzato che le permetteva di accumulare punti su punti. Dalla sconfitta pesante nel derby con il Rieti la fiducia verso Lopez da parte della società è andata via via scemando, da qui la scelta di cambiare. Alzare l’asticella, questo è il messaggio che Romano ha voluto far passare con il cambio in panchina. Un’ottima classifica (sesto posto) non è bastata a Giovanni Lopez, ma da questa riparte la terza era Calabro nella Viterbese.

E se la scelta di cambiare è stata mossa, come detto, dall’ambizione, non poteva che essere Calabro la soluzione migliore. L’allenatore salentino è uno dei migliori che si possa avere in Serie C, conosce l’ambiente e ha dimostrato già tanto nelle sue due precedenti gestioni. Calabro non ha solo ambizione, ma anche una grande voglia di tornare nella squadra che era stata costruita proprio per lui. Il suo addio a una settimana prima dell’inizio del campionato era stato duro da digerire, ma c’erano problemi più grandi, extracalcistici, da risolvere. Ora Calabro è carico a mille, vuole continuare il lavoro che aveva iniziato in estate.

Antonio Calabro

“Ho grande entusiasmo, come al primo giorno di scuola”. Così si è presentato Calabro nella conferenza del suo nuovo inizio, e tutto ciò lo ha gettato subito sul campo nei primi allenamenti. Il primo obiettivo è inculcare nella testa dei giocatori il cambio di mentalità voluto da Romano e condiviso in toto anche da Calabro. Il suo lavoro, diviso, come sempre, tra Canepina, Rocchi, Grandori e Cus, si basa soprattutto su questo. Difficilmente cambierà modulo e giocatori, gli accorgimenti sono dal punto di vista tattico. Tanta corsa, maggiore velocità nel giro palla, ricerca di azioni collaudate, aggressività e pressing alto. In questo modo Calabro vuole la sua Viterbese, già a partire dal match di domenica contro la Cavese tra le mura amiche.

Società e allenatore sono allineati sul concetto di ambizione, di coraggio e di miglioramento. Con queste premesse è iniziata l’era Calabro 3.0.

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