Viterbese, il futuro di squadra e società è ancora un rebus

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Lunedì 24 giugno. Una data che sembra anonima come le altre d’estate. Invece è una data da segnare in rosso sul calendario, importante per la Viterbese che verrà. Il 24 giugno, infatti, rappresenta la soglia massima per l’adempimento di molti obblighi necessari per iscriversi al prossimo campionato di Serie C. Questioni tutt’altro che impossibili da risolvere, ma che restano delicate e da monitorare vista l’incertezza che ancora regna nella società di Via della Palazzina.

La presunta aggressione al presidente dell’Arezzo Giorgio La Cava, l’esagerata squalifica di Luciano Camilli, ma anche i soliti problemi annosi di gestione, infatti, sono ancora freschi nella mente di Piero Camilli. Situazioni che hanno portato alla decisione del presidente gialloblù di vendere la Viterbese e abbandonare il mondo del calcio. Una decisione forte, sconvolgente per i tifosi, abituati ormai da anni alla grande passione e all’immenso impegno di Camilli. Una scelta dalla quale, dunque, tutti sperano che possa tornare indietro, anche se le possibilità sono poche.

E allora, se Camilli dovesse lasciare definitivamente, chi prenderebbe in mano la Viterbese? Di fatto, novità per quanto riguarda possibili acquirenti non ce ne sono. Un periodo di incertezza che, quindi, rimane e che, molto probabilmente, non cambierà neanche nei prossimi giorni. Intanto, come emerso dal confronto pacifico di una settimana fa tra i tifosi e il sindaco Arena, il Comune sembra voglioso di convincere Camilli a restare. In questa direzione procedono anche i lavori al “Rocchi” e la realizzazione del sintetico al campo del Pilastro. Operazioni fondamentali per omologare lo stadio alle nuove norme e per dare alla squadra un campo di allenamento a Viterbo. Il problema, tuttavia, sembra essere quello di sempre. I lavori al campo del Pilastro sarebbero dovuti partire oggi, ma così non sarà. Alcuni problemi sorti tra ditta e Comune, infatti, hanno fatto slittare ancora la data. Una situazione vista e rivista.

Ora gli scenari futuri sono essenzialmente tre. Il primo è quello che tutti si augurano, ossia un dietrofront di Camilli, magari all’ultimo. Una situazione difficile ma non impossibile, già accaduta in passato. La seconda è, invece, la cessione. In questo caso, però, sono molteplici i dubbi. Bisogna trovare chi è disposto a investire su una squadra di Serie C, per di più in poco tempo. Complicato. L’ultima è senza dubbio la peggiore, ossia la mancata iscrizione. Se così fosse, infatti, i risvolti sarebbero gravissimi. I giocatori sotto contratto diventerebbero automaticamente svincolati, mentre la squadra sarebbe costretta a ripartire dalla Serie D.

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