Viterbo come Oxford? Sì, nel libro dei sogni… Roma non vuole!

Cominciamo ad elencare tutte le cose fabbricate ad arte, per fare in modo che la Capitale continui ad acchiappare tutto, senza cedere neanche un millimetro a Viterbo

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sagginiVorrei rispondere al caro collega Maurizio Biagiarelli, che su queste stesse pagine, con gli occhi innocenti di un nuovo cittadino viterbese, ha sognato una realtà bellissima, paragonando Viterbo ad una possibile Oxford, e disegnando un futuro a tinte rosee. Caro Maurizio, io so quanto tu ami Viterbo. Le tue analisi sulle potenzialità di Viterbo sono esatte, e oserei dire scontate, ma anche tu come tanti altri prima di te, hai fatto i conti senza l’oste. A questo punto ti domanderai chi sarà mai questo oste? E io te lo rivelo subito. L’oste in questione si chiama Roma, la “Roma acchiappona”.

Cominciamo ad elencare tutte le cose fabbricate ad arte, per fare in modo che la Capitale continui ad acchiappare tutto, senza cedere neanche un millimetro a Viterbo. La ferrovia Roma Viterbo è lenta soprattutto, perché deve fungere da metropolitana di Roma.

Uno dei panorami nel viterbese

Perciò tutti i treni devono essere accelerati, e devono fermare come una metropolitana di superficie, a tutte le stazioni da Cesano a Roma, per servire i romani. L’elettrificazione è stata fatta fino a Viterbo, perché non si poteva farne a meno, ma il raddoppio di questa ferrovia, quello che avrebbe snellito e velocizzato il traffico, si è fermato a Cesano. E il progetto di prosecuzione, non ancora partito, si fermerà a Bracciano (sempre provincia di Roma). La Cassia Bis si ferma a Monterosi, che è vero che si trova in provincia di Viterbo, ma serve solo ai romani. Insomma Viterbo non deve essere ben collegata a Roma.

Panorama di Viterbo dall’alto

Ma perché dirai tu caro Maurizio? Ma è semplice, anzi addirittura lapalissiano. Se Viterbo fosse ben collegata a Roma, farebbe come ha fatto la sorgente San Valentino, che si è fregata tutta l’acqua del Bullicame, e non la restituisce più. Noi ci fregheremmo tutta la migliore borghesia di Roma. La nostra Università avrebbe un numero di iscritti eccezionalmente alto, a scapito della Sapienza. E questo non si può fare assolutamente. Infatti, tutti gli appartenenti alle classi più abbienti di Roma, verrebbero nelle nostre vicinanze, a costruire la villa. Invaderebbero il nostro territorio a frotte.

Questo la Roma Capitale, non se lo può permettere. Deve tenere tutti legati, con un dogma “romacentrico”, nessuno deve scappare. La sua grandezza dipende soprattutto da questo. Ecco che allora Viterbo sarà sempre vicina, ma ancora tanto lontana. Lontana perché non consentiranno mai, di farci arrivare a Roma in poco più di mezz’ora, come dovrebbe essere per il progresso, e per i mezzi di comunicazione. Perciò, caro Maurizio, mi dispiace per te, ma per il momento il modello Oxford lo releghiamo nel libro dei sogni. Così vuole la Roma dei potenti.

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