Viterbo, Confesercenti: “Mercato torni nel centro storico durante il Natale”

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Mercato Carmine

“Il mercato settimanale del sabato a Viterbo in questo periodo di fine anno dovrebbe tornare a svolgersi nel centro storico. Questo servirebbe ad animare la zona, favorire gli acquirenti e dare maggiori possibilità di incassi agli operatori”. E’ la linea dichiarata dal coordinamento della Confesercenti ANVA di Viterbo, che sostiene, come sempre, la necessità di trovare una soluzione sia per gli operatori che per gli utenti dopo.il trasferimento del mercato settimanale a Pianoscarano che continua a essere di non gradimento per gli operatori.

La presa di posizione del coordinamento ANVA oltre ad essere propositivo per consentire lo shopping in un’area del centro storico, ritenuta più favorevole ad una clientela “storica”, è anche una risposta a quanto recentemente affermato dall’asessore allo Sviluppo economico del Comune di Viterbo, Alessia Mancini, per la quale il mercato non tornerà più al Sacrario, seppure, nel corso di numerosi incontri con le organizzazioni di categoria era stato detto di ridiscutere la questione per trovare un’adeguata soluzione che accontenti gli operatori e favorisca la clientela.

“Siamo sempre disponibili al confronto – afferma Giulio Terri, presidente del coordinamento ANVA della Confesercenti di Viterbo – Lo abbiamo ribadito più volte. Ma la soluzione del mercato a Pianoscarano non può essere quella definitiva, anche perché il distanziamento tra i vari banchi non rispetta la normativa prevista dai decreti anti-Covid”.
Intanto sono state pubblicate dal Ministero dello Sviluppo Economico le linee guida per il rinnovo o assegnazione della concessioni per l’esercizio del commercio su aree pubbliche aventi scadenza il prossimo 31 dicembre.
“Al fine di semplificare e ridurre gli oneri amministrativi a carico degli operatori economici – si legge nelle linee guida – entro il 31 dicembre 2020 i Comuni debbono provvedere all’avvio del procedimento di rinnovo e alla verifica del possesso dei requisiti previsti dalle linee guida.

Le concessioni sono rinnovate in favore del soggetto titolare dell’azienda intestataria della concessione, a prescindere dalla forma giuridica prescelta previa verifica della sussistenza dei requisiti soggettivi, di onorabilità e professionali, ove richiesti.
L’iscrizione ai registri camerali quale impresa attiva è un requisito che può non essere posseduto all’avvio del procedimento di rinnovo, a condizione che sussistano gravi e comprovate cause di impedimento temporaneo all’esercizio dell’attività.
In caso di pregressa integrale cessione in gestione a terzi dell’azienda intestataria delle concessioni da parte del titolare, il possesso del requisito dell’iscrizione ai registri camerali può essere comprovato mediante presentazione di istanza per la reiscrizione secondo le norme vigenti, entro il termine di sei mesi dalla data di avvio del procedimento di rinnovo e, comunque, entro e non oltre il 30 giugno 2021.

Le citate concessioni sono rinnovate, alle prescritte condizioni, fino al 31 dicembre 2032. Qualora all’esito della verifica del possesso dei requisiti previsti dalle presenti linee guida emergano irregolarità rispetto ai parametri prescritti, si procede alla revoca della concessione.

Sono escluse dal rinnovo le concessioni con scadenza entro il 31 dicembre 2020 relative a posteggi o aree già riassegnati ai sensi dell’Intesa sancita in sede di Conferenza unificata il 5 luglio 2012, con atti ad efficacia differita”.
Al provvedimento sono interessate non solo le attività di commercio svolte sia nei mercati e nelle fiere ma anche quelle finalizzate allo svolgimento di attività artigianali, di somministrazioni di alimenti e bevande, di rivendita dei quotidiani e di vendita da parte dei produttori agricoli.

“La Regione e i Comuni, per le rispettive competenze –precisa Vincenzo Peparello, presidente della Confesercenti di Viterbo e membro della presidenza nazionale- secondo le linee guida, in questo perido di crisi provocata dal Covid, debbono attivarsi per semplificare e ridurre al minimo gli oneri amministrativi per il rinnovo o il rilascio delle concessioni, che, comunque, avranno validità fino al 2032.

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