Viterbo deve vivere di Termalismo e di Turismo. Non ci sono più scuse

L'isolamento da zona depressa, che affligge Viterbo, si può rompere solo con il potenziamento del termalismo!

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Piscina a ridosso della Callara

Il mio articolo sul Bullicame ancora in sofferenza, dal 25 novembre del lontano 2014, è stato un sasso lanciato nello stagno, delle pratiche che in Comune, forse nessuno porta avanti, con la diligenza necessaria e anche dovuta. Oggi una lettrice su Facebook, ha commentato così  il mio articolo, in cui lamentavo la sofferenza della “callara”, che dura da cinque anni e mezzo: “Il problema del Bullicame è molto serio, ma stranamente lo denuncia solo Faperdue”. Parliamoci chiaro, il Bullicame è la fonte naturale  più bella per eccellenza, del nostro sistema termale. Ha dalla sua parte, anche la raccomandazione di Dante Alighieri, che lo ha citato, nella sua opera immortale. Da notare che nella Divina Commedia non sono citate altre sorgenti termali (ci sarà un motivo?). Se a Viterbo esiste una risorsa che può dare benessere a tutta la città, questa si chiama termalismo. Il termalismo di Viterbo non sono le Terme dei Papi, non sono neanche le Thermae Oasi, o le Terme Salus, e neanche le Terme del Paliano di prossima apertura, o le pozze del Bagnaccio, del Bullicame e delle Terme Carletti.

Terme Carletti

Vorrei ricordare a tutti che l’isolamento da zona depressa, che affligge Viterbo, si può rompere solo con il potenziamento del termalismo. Solo questo strumento,  può essere il potente volano di sviluppo, che può risollevare le sorti della nostra città e di tutta la provincia. Per riuscire nell’intento, a mio parere, ci dobbiamo dotare di un organismo, che attualmente manca, che sia completamente orientato a far nascere e a fare sviluppare il  “Sistema Termale del Bullicame”.

La “Callara” al tramonto.

Il Sistema da me ipotizzato, non è altro che un mettere insieme tutte le realtà appena citate, che in accordo tra loro, stabiliscano le azioni necessarie al decollo del “Sistema Termale del Bullicame”. Il nuovo organismo dovrà quindi dotarsi di uno statuto, e di un consiglio di amministrazione che dovrà stabilire tutte le politiche da adottare. In primis la protezione del Bacino del Bullicame (onde evitare che qualche sprovveduto, provochi ancora danni a questa nostra preziosa risorsa), e poi studiare tutte le azioni per posizionare le nostre Terme, ai primi posti nel panorama nazionale e internazionale. Quindi tutte le azioni di marketing, e poi l’armonizzazione delle tariffe, e poi la richiesta di sovvenzioni a fondo perduto attingendo ai bandi europei.

La sorgente secondaria del Bullicame.

Il nuovo organismo dovrà anche farsi parte diligente con il Comune, con la Regione e con la Soprintendenza per cercare soluzioni, che non blocchino lo sviluppo termale del nostro comprensorio del Bullicame. Naturalmente quello che ho esposto è solo un brogliaccio, solo uno schizzo veloce delle mie idee, che dovranno essere approfondite e vagliate attentamente. Ma a mio parere la strada da percorrere per lo sviluppo di Viterbo, è solo questa. Viterbo deve vivere di termalismo e anche di turismo. Non ci sono più scuse. Chi ha orecchi per intendere intenda.

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