Viterbo, lo storico quartiere San Faustino abbandonato a se stesso tra risse e spaccio di droga

desso, per i corsi e ricorsi storici, tanto cari a Giambattista Vico, ecco che San Faustino è ancora terra di stranieri

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campanile san faustino
Il camp

sagginiStamattina il lavoro mi ha portato a visitare di nuovo i luoghi della mia infanzia e prima giovinezza: il quartiere di San Faustino. La geografia di Viterbo che era divisa in due dal fiumicello Urcionio, aveva relegato questo quartiere quasi ad appendice della città. Nel 1172, quando gli esuli ferentani chiesero ospitalità a Viterbo, che aveva distrutto la loro bella città, ai più ricchi fu consentito di edificare una casa sui piani di S. Faustino.

Dopo, molto tempo dopo, l’Urcionio fu ricoperto, ma San Faustino rimase sempre un quartiere a parte. Adesso, per i corsi e ricorsi storici, tanto cari a Giambattista Vico, ecco che San Faustino è ancora terra di stranieri. Infatti ci sono due etnie principali che si contendono il controllo del quartiere: i romeni e i domenicani, con l’aggiunta di qualche nigeriano. Ieri sera ancora una rissa a Piazza del Sacrario, ma per fortuna subito sedata dalla polizia, che è intervenuta prontamente. Mi dicono che si sia trattato di un ubriaco che ha attaccato briga. Da qui urla, spintoni e qualche altro colpo. Poi con l’arrivo della volante tutto si è placato. Come dicevo, sono andato a San Faustino ed ho parlato con alcuni negozianti del posto. Daniela che gestisce una copisteria mi dice che il quartiere era più tranquillo qualche anno fa, ma aggiunge che adesso lavora molto con questi nuovi arrivati, che le fanno preparare molti curriculum per cercare lavoro. Dicono che diversi di loro hanno già un lavoro. Le donne come badanti e gli uomini come braccianti. Infatti, se la sera verso le diciassette, vi recate su Strada Bagni li vedete pedalare sul marciapiedi di colore rosa, che tornano dal lavoro dei campi. Insomma c’è molta voglia di cercare lavoro e la stagione dei raccolti li aiuta a trovarlo. Per il resto i negozianti lamentano queste presenze che talvolta sono anche inquietanti. Nel quartiere c’è anche un buon giro di droga. Persone che sono arrivate qui con niente adesso mostrano collane d’oro e moto di grossa cilindrata. Se si spostasse il mercato del sabato dal Sacrario, alla piazza accanto al Tribunale davanti alla Caserma del Comando Provinciale dei Carabinieri, forse si porrebbe un freno a certi commerci.

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