Viterbo mia, certe volte mi sembri il Bronx! E, sulla sicurezza, il Palazzo cincischia…

Nel dettaglio, in Via del Pavone un uomo con cittadinanza americana ha assassinato un nostro concittadino, servendosi di uno sgabello in metallo

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Il negozio di Norveo Fedeli, poco dopo l'arrivo delle forze dell'ordine

Viterbo non è più la stessa. Viterbo non è più la città tranquilla e semi addormentata, descritta magistralmente dai cronisti nazionali, chiamati qui per le cronache delle udienze del processo del secolo. Nella Corte d’Assise di Viterbo infatti, in quegli anni del primo dopoguerra, si celebrava il processo che tutta l’Italia attendeva, quello alla Banda Giuliano.

I lavori che nel 2014 asciugarono la “callara”

Viterbo negli anni a seguire ha subito una trasformazione radicale e oggi è irriconoscibile. Volete qualche esempio? Ve li fornisco subito. La “callara” del Bullicame è asciutta da quasi cinque anni e nessuno se ne preoccupa. Il nostro monumento simbolo, la sorgente termale citata anche da Dante nella Commedia, è diventata conquista prepotente di una società di Viterbo, che sembra possa fare il bello e il cattivo tempo. E nessuno se ne accorge. Negli ultimi mesi nel quartiere di S. Faustino, sono accaduti fatti di sangue e di violenza che sono rimbalzati sulle cronache nazionali: un omicidio, un suicidio e una violenza carnale aberrante.

Nel dettaglio, in Via del Pavone un uomo con cittadinanza americana ha assassinato un nostro concittadino, servendosi di uno sgabello in metallo. Il fatto di sangue destò tanto scalpore e commozione, da indurre la cittadinanza a comporre un folto corteo di
protesta che sfilò per le strade del Centro Storico, fino a placarsi alla Basilica di Santa Rosa per una accorata preghiera. Oggi di quel brutale assassinio non se ne parla più, come se fosse stato un sogno, un brutto sogno da dimenticare. Un sogno che ci ha lasciati con tanto amaro in bocca, e un messaggio subliminale che dice a chiare lettere: “Da oggi in poi dovete stare attenti. Viterbo è cambiata!”.

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I due indagati per lo stupro al pub, Licci e Chiricozzi

A poche centinaia di metri da quel negozio di jeans del povero Norveo Fedeli, in un locale adibito a Pub, due giovani hanno violentato ripetutamente una ragazza nel peggiore dei modi, filmando e diffondendo la scena, come se si trattasse di uno spettacolo da esibire. Poi sempre nel quartiere di S. Faustino, una giovane donna si è tolta la vita massacrandosi con un seghetto alternativo. Ieri un uomo di 70 anni è stato sequestrato nella propria casa, legato ad una sedia, fatto oggetto di violenze e spogliato di tutti i suoi avere, da quattro delinquenti ancora piede libero, che sono pronti a colpire ancora. Sempre ieri le cronache locali hanno registrato atti di violenza in Via Lorenzo da Viterbo. Questa è Viterbo.

La Viterbo tranquilla e semi addormentata? No! La favola della Bella Addormentata è finita bruscamente, senza baci ma con sangue e violenze. Oggi le notizie dei nostri quotidiani riportano solo cronaca nera. Più è nera è la cronaca, e più viene letta. Però a pagamento (ma solo a pagamento), si possono pubblicare anche le notizie belle, come matrimoni, fidanzamenti, compleanni eccetera, eccetera. Ripeto: solo a pagamento. Ricordo che fino ad una decina di anni fa poteva anche accadere che due persone venissero alle mani. C’era uno scambio di insulti, qualche pugno, qualche calcio e poi tutto finiva lì.

Oggi si comincia così, ma non si sa dove si possa andare a parare. Ormai la soglia della violenza si è alzata di tanto. Ormai la lite può arrivare all’omicidio in diretta. Cosa fare? Poco o niente, ma dobbiamo cominciare a fare rispettare le regole, a farle rispettare a tutti. E poi è necessario vedere di nuovo la polizia ed i carabinieri che percorrono a piedi le nostre strade, che entrano nei negozi, che ascoltano i cittadini, che attraverso l’ascolto possano capire in anticipo quello che sta per accadere. Dobbiamo rendere Viterbo ancora più vivibile, dobbiamo lavorare tutti in questo senso.

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