Viterbo, Palazzo di Vico: un restauro fatto a metà

Andando a sbirciare da vicino il Palazzo di Vico si possono notare diverse cose che non vanno bene, e che ci dicono che il lavoro di restauro è ancora incompleto

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sagginiLa potente famiglia dei Prefetteschi di Vico è stata molto presente nella storia di Viterbo. Aveva come stemma un’aquila imperiale dalle ali dispiegate, con nove pani. Infatti, tante erano le pagnotte che ogni mattina i formai di Viterbo, dovevano portare presso quella abitazione nell’attuale Via dei Pellegrini.

Tra i suoi rappresentanti più noti ricordiamo Pietro IV di Vico, che nel testamento chiese che il suo corpo, dopo morto, fosse diviso in sette pezzi: uno per ogni peccato capitale, dei quali aveva goduto in vita. Nessuno osò porre in atto questa sua ultima volontà, ma le bombe cadute sulla Chiesa di S. Maria in Gradi, che ridussero a mal partito anche il suo mausoleo, opera del famoso marmoraro romano Pietro di Oderisio, qualcosa la fecero. I resti del mausoleo sono conservati nella Chiesa di San Francesco. Il Palazzo è stato per lungo tempo abbandonato ma poi, con un contributo dell’Europa, è stato restituito all’antica dignità. Sembra tutto bello ma, andando a sbirciare da vicino si possono notare diverse cose che non vanno bene, e che ci dicono che il lavoro di restauro è ancora incompleto.

palazzo di vico Infatti, la parte inferiore che guarda su Via S. Antonio è ancora da sistemare completamente e, al momento è tutta coperta da erbacce. Ci sono poi diverse stanze sia al primo, sia al secondo piano dello storico Palazzo che,  a giudicare dai piccioni che vi svolazzano all’interno, dovrebbero essere tutte da sistemare. Da subito sarebbe il caso di chiudere i passaggi da dove entrano i volatili, perché portano molta sporcizia. Da Via S. Antonio, una bella scala che faceva parte del progetto di recupero, arriva fino allo spazio interno dell’ingresso di Via dei Pellegrini. Questa scala elegante e sobria con scalini in pietra di peperino, è invasa da cespi di parietaria che la rendono sporca e, quasi abbandonata. Non sappiamo chi abiti quel palazzo. Forse famiglie ospitate lì dai Servizi Sociali del Comune.

Se tra questa famiglie ci fossero persone di buona volontà, suggeriamo di togliere quei cespi di parietaria, che è un’erba che si può togliere facilmente con le mani. D’altronde se si ama il luogo dove si abita, qualunque esso sia, si può anche fare qualcosa per renderlo più bello.

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