Viterbo, parla il dirigente: “Entro giugno Parco Bullicame aperto e sorvegliato”

Intervista con Eugenio Maria Monaco, nuovo dirigente del settore Termalismo al posto di Mara Ciambella.

817

Alle fine del 2018 il Comune di Viterbo ha scelto il dr. Eugenio Maria Monaco in qualità di dirigente del settore Termalismo, per sostituire Mara Ciambella che era stata “messa in quiescenza”. Oggi sono andato a conoscerlo, per avere notizie fresche sui tanti problemi del nostro settore termale. Abbiamo cominciato con il San Valentino. Come a tutti noto il 25 settembre del 2014, la Soc. Gestervit (che gestisce le Terme Salus) perforò la sorgente naturale del S. Valentino, trasformandola in un pozzo artesiano. Siccome il San Valentino è vicino alla “callara”, la perforazione ha creato subito una forte interferenza, avocando a sé tutto il fluido di acqua termale che alimentava la “callara”.

Dott. Monaco ci può dire come procede la chiusura del San Valentino?

Nel 2014 il sindaco Leonardo Michelini firmò un’ordinanza con la quale si ordinava la chiusura immediata del pozzo S. Valentino. Poi, da parte della Gestervit, ci fu il ricorso al Tar che concesse due sospensive di un anno ciascuna, alle quali seguì nel 2016 una sentenza che condannava il ricorrente alla chiusura del S. Valentino. Nei giorni scorsi la Polizia Locale ha fatto un sopralluogo presso il S. Valentino, ed ha redatto un verbale nel quale si evidenzia, la mancata ottemperanza di quanto stabilito prima dal sindaco e successivamente dal Tar. Ora il Comune potrebbe procedere con la chiusura del San Valentino “in danno” (cioè a spese della Gestervit). Gli estremi ci sono tutti, e attendiamo di vedere quale sarà il passo successivo della Gestervit.

Il bando per il S. Albino è pronto?

Il bando è stato fatto e sarà pubblicato sulla G.U. nei prossimi giorni. Con la pubblicazione inizia l’iter che porterà la Gestervit ad alimentarsi da quella fonte, per i 6 litri al secondo concessi dalla Regione Lazio. Questo consentirà di chiudere il S. Valentino. Sarà una chiusura con ricondizionamento che doterà il pozzo di una saracinesca.

La Regione ha chiesto al Comune di chiudere anche il pozzo delle Zitelle.

Abbiamo esaminato anche questo aspetto per impedire che 12 litri al secondo continuino ad alimentare il fosso Umeda, ma a nostro parere se la Regione non ci concede la concessione anche per le Zitelle, noi non possiamo fare nessun tipo di operazione. Lo abbiamo scritto in Regione ed attendiamo una risposta.

Adesso la domanda delle cento pistole: ma il Parco del Bullicame quando sarà aperto?

Certamente entro il mese di giugno, e ci sarà anche la sorveglianza. Ancora oggi dobbiamo registrare che la strada bianca che dall’Orto Botanico conduce all’ingresso pedonale del Parco, è sempre di più, un luogo privilegiato di appuntamenti alquanto loschi. Queste persone hanno anche più volte fatto dispetti e danni come lo spegnimento dei riflettori notturni della “callara”, perché la luce dà loro fastidio. Appena aperto il Parco faremo in modo di scoraggiare questi individui, anche ricorrendo a controlli della Polizia Locale. Inoltre stiamo esaminando un progetto per la chiusura della Strada bianca che divide il Parco del Bullicame dall’Orto Botanico. Infatti, oggi moltissimi automezzi che escono dalla superstrada, la percorrono anche velocemente, come scorciatoia evitando la Strada Bagni asfaltata.

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui