Viterbo, prostituta derubata e malmenata: due rumeni a processo

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tribunale di viterbo
Il tribunale di Viterbo

Sesso a quattro in via della Palazzina, ma la giovanissima prostituta passa un brutto quarto d’ora. Due indagati sono a processo per tentata rapina, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

Era l’agosto di sei anni fa quando una 19enne italiana è stata picchiata e minacciata in casa da un cliente. Secondo la testimonianza della ragazza, fatta davanti al giudice Silvia Mattei (presidente del collegio), un romeno tentò di rapinarla nel suo appartamento a Viterbo.
La presunta vittima era stata convinta da un’amica a lavorare in un appartamento invece che in strada.

La giovane era stata contattata per telefono dai connazionali dell’aggressore, che poi secondo il suo racconto e la sua denuncia si sono rivelati dei complici.
La giovane iniziò a gridare e arrivò prontamente la squadra volante della polizia. La quale ha ricostruito la vicenda, come raccontato in aula dalla presunta vittima. Due rumeni la convinsero a operare in casa.

La aiutarono a iscriversi a dei siti internet ad hoc, dove la 19enne iniziò a inserire degli annunci hot, vetrina web per il lavoro da prostituta.
L’allora diciannovenne ha raccontato al giudice che pochi mesi prima si era fatta convincere da una donna rumena e dal suo compagno a prostituirsi in casa. “Con loro ci eravamo conosciuti per strada, dove esercitavo. La moglie era gelosa perché facevo prezzi più bassi. Allora mi hanno invitato ad alzarli per non rovinargli la piazza”.

In seguito, lei è andata a lavorare in un appartamento vicino a quello della coppia di rumeni. “Mi hanno cercata due altre prostitute, che sono venute a casa mia dicendomi che un loro cliente voleva avere rapporti con più ragazze. Quando è arrivato da me ho visto che era uno che mi aveva fatto del male quando esercitavo in strada. Dopo il rapporto, invece di pagarmi, mi ruba 50 euro”. Da lì la presunta violenza nei confronti della ragazza.

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