Viterbo, violenza sulla convivente: 31enne condannato a quasi tre anni

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tribunale

Ma il pm Capezzuto aveva chiesto il doppio. Il giovane di origine marocchina era difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati. Lei da Luigi Mancini

Due anni, 10 mesi, 15 giorni. In più, 10mila euro di risarcimento. È la sentenza di primo grado per cui ieri mattina il collegio di tre giudici ha condannato un 31enne di origine marocchina. Il quale ha maltrattato e molestato la moglie. Dopo una lunga camera di consiglio, la giudice Silvia Mattei (a latere i colleghi Elisabetta Massini e Giacomo Autizi) ha deciso per la condanna.
La pena è stata dimezzata rispetto ai 6 anni richiesti dal pubblico ministero Chiara Capezzuto. Che dopo la chiusura dell’istruttoria, ha spiegato alla corte che l’imputato “è recidivo, è un violento: con un’altra ragazza fece lo stesso”. Sulla stessa lunghezza d’onda il legale di parte civile della vittima, l’avvocato Luigi Mancini: “Oltre alla condanna richiesta dal pubblico ministero, chiedo per la mia cliente un risarcimento danni e la provvisionale”. Dopo di loro, è stata la volta del difensore dell’imputato, l’avvocato Giuliano Migliorati. Il quale per perorare la causa del suo assistito ha letto dei messaggi whatsapp che i due si mandarono quando già le cose tra loro non andavano più. Messaggi pruriginosi, nei quali lei sembra fosse ancora molto presa dal ragazzo, anche e soprattutto dal lato sessuale: “Dammi il tuo pesce”. Migliorati ha fatto un’arringa convincente, alla luce del risultato della sentenza: pena più che dimezzata, appunto.
I fatti vanno dalla fine del 2017 fino ai primi mesi dell’anno successivo. I due vivevano a Grotte Santo Stefano. Lui residente a Bassano romano. La loro relazione è durata pochi mesi: sesso e violenze. Un mix esplosivo che ha portato la donna a denunciare il 31enne per lesioni, stalking, violenza privata e sessuale, tentata rapina del cellulare (che lui avrebbe regalato a lei). L’imputato è stato arrestato nel marzo 2018 e ha già scontato un anno di carcere a Mammagialla. Da poco è ai domiciliari.

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