“Vogliamo la verità”, appello del fratello di Maria Sestina Arcuri a Pomeriggio Cinque

William, alle telecamere di "Pomeriggio Cinque": “Voglio che Andrea dica la verità, non incolpo nessuno ma voglio sapere cosa è successo”.

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Una famiglia alla esasperata ricerca della verità.

Non si rassegnano i parenti di Maria Sestina Arcuri, la ragazza morta a Ronciglione apparentemente per una caduta dalle scale lo scorso sei febbraio. La ragazza, dopo una notte di agonia, morì per una emorragia cerebrale.

Ieri il fratello William, alle telecamere di “Pomeriggio Cinque” ha gridato tutto il suo dolore:  “Voglio che Andrea dica la verità, io non incolpo nessuno ma voglio sapere cosa è successo”.

L’intervista prosegue con il racconto di quella tragica notte in cui: “Abbiamo ricevuto una telefonata in cui lui diceva ‘Siamo caduti mentre ci abbracciavamo’ ”

Sentimenti contrastanti emergono dalle parole del ragazzo, l’amarezza perchè: “lui parlava solo di se stesso dicendo che si era fatto male” ed il rammarico per non averla potuta proteggere: “purtroppo non ero con lei”.

Maria Sestina Arcuri, avrebbe compiuto, due giorni fa, ventisette anni. Nel suo paese Nocara in provincia di Cosenza, si è tenuta una fiaccolata per ricordarla e per chiedere verità.

La Procura di Viterbo, nel frattempo, ha chiesto una proroga di indagine di circa trenta giorni. I risultati dell’ autopsia hanno svelato particolari interessanti circa la natura dei traumi riportati dalla ragazza durante la caduta.

Andrea Landolfi,  per ora unico indagato con l’accusa di omicidio volontario, ribadisce invece la versione per cui la ragazza sarebbe morta a seguito di un normale inciampo sulla scalinata ripida in casa della nonna.

 

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