Non abbiamo voluto le centrali ma ci becchiamo le scorie nucleari. Approfittando di una classe politica affarista ed incapace, prima Virginia Raggi e poi il Governo utilizzano la Tuscia come una pattumiera. A rimetterci sono, ovviamente, i cittadini

Vogliono trasformare la Tuscia nella discarica d’Italia

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Nella notte tra ieri e l’altro ieri la Sogin, la società pubblica di gestione del nucleare, ha ricevuto il nullaosta del Ministero dell’Ambiente ed ha pubblicato sul proprio sito web la documentazione completa, il progetto e la carta nazionale delle aree più idonee su 67 selezionate per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari, le cosiddette scorie.

La notizia è stata accolta con indignazione nella Tuscia poiché ben 22 delle 67 aree si trovano nella provincia di Viterbo (qui l’elenco completo dei paesi interessati). Ma, oltre alla giustissima indignazione, occorre anche fare un’analisi seria e dettagliata di come si è arrivati a questo punto. Anche perché, sempre ieri, è stato reso noto il piano della sindaca di Roma Virginia Raggi, la quale vorrebbe inviare a Viterbo alcuni dei cittadini di etnia Rom attualmente residenti nei campi nomadi di Castel Romano, Monachina e La Barbuta.

Vediamo di analizzare entrambe le situazioni, tenendo comunque in considerazione che a Viterbo vengono già smaltite svariate tonnellate di rifiuti provenienti da Roma.

Per quanto riguarda le scorie nucleari, nel 2015 il Governo Renzi e l’Ispra dettarono i criteri di selezione per le aree interessate e, inspiegabilmente, gli enti locali non vennero in alcun modo coinvolti. Non tutti sanno, peró, che la Tuscia è uno dei 5 luoghi più radioattivi del mondo. Eh già, la presenza di particolari rocce vulcaniche e di gas Radon rendono il fondo di radioattività naturale (Frn) della Tuscia superiore a quello mondiale: 2,4 millisievert di media (mSv).

Proprio in virtù di questi dati, resi noti nel rapporto Unscear 2000 (comitato scientifico delle Nazioni Unite per lo studio degli effetti delle radiazioni ionizzanti), appare del tutto incomprensibile la scelta del Governo. Non va dimenticato neanche che a Montalto di Castro è presente dal 1982 (e lo scandalo è che non è ancora stata demolita o quantomeno riconvertita) una centrale con due reattori nucleari ad acqua bollente da 982 MW di potenza ciascuno. Insomma, non abbiamo voluto le centrali ed ora ci becchiamo le scorie nucleari.

Sulla distribuzione dei cittadini Rom nella Tuscia c’è invece molto di cui discutere. Il piano elaborato dalla sindaca Raggi sembra essere qualcosa di utopistico e del tutto scorretto nei confronti dei cittadini laziali. La grillina, infatti, vorrebbe spedire i rom di ben 3 accampamenti in tutte e 4 le province laziali. Dato che quello di Roma non è in grado di farlo, si pensa di far provvedere altri sindaci a trovare loro una sistemazione? Beh, massimo rispetto per la Raggi, ma questa appare quasi come una forma di parassitismo politico e sociale. Forse la sindaca ha promesso di risolvere l’annoso problema ma non sa dove infilare i residenti dei campi che devono essere sgomberati? L’emergenza abitativa, qualora la Raggi non lo sapesse, esiste anche a Viterbo, Rieti, Latina e Frosinone.

Ora peró è giunto il momento di tirare le somme ed arrivare alla risposta: ma perchè la Tuscia sta diventando la discarica d’Italia? Semplice, per colpa della sua classe politica. È vero, potrebbe sembrare qualunquista come risposta, ma è la più veritiera.

La classe politica viterbese è, de facto, incapace di ottenere e/o produrre risultati che possano portare benefici al territorio ed ai cittadini. Al contrario, è sempre in grado di creare disagi infiniti e rimediare batoste. Una su tutte? La Tav. L’esempio perfetto è quello della fermata ad alta velocità: si pensava potesse essere facilmente edificata ad Orte ed invece prenderà vita a Ferentino, nel frusinate. Uno schiaffo, un’autentica doccia gelata per i nostri politici. Milioni e milioni di euro derivanti dal turismo andati in fumo come se niente fosse.

E volete invece capire quanto possa essere affarista la nostra classe politica? Per il bonus Pc ed i voucher per la telefonia fissa, contro ogni pronostico, la Tuscia è riuscita a strappare gli accordi. Per non parlare di tutti gli atti pubblici prodotti ogni anno dai vari Comuni al fine di confezionare provvedimenti il cui unico obiettivo è quello di andare a migliorare l’indice di gradimento dei cittadini.

In definitiva, mettetevi l’anima in pace. Nonostante Viterbo si stia letteralmente trasformando nella pattumiera d’Italia, i nostri politici continueranno a farvi credere che in realtà sia un territorio da valorizzare tramite il turismo. Peccato che senza la cura del territorio non possa esistere alcun turismo.

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