Il segretario nazionale della Confael attacca duramente la direttrice generale della Asl sulla neuropsichiatria

Volano stracci nella sanità viterbese: durissimo botta e risposta tra Gubbiotto (Confael) e la Asl

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La sanità viterbese continua sempre di più a sgretolarsi, stavolta al centro di un infuocato dibattito c’è la neuropsichiatria infantile, un servizio che in teoria dovrebbe riabilitare i minori di 18 anni che incontrano disturbi neurologici e psichici.

Tale servizio, in particolare quello offerto dalla Asl di Viterbo, sarebbe, secondo Egidio Gubbiotto (segretario nazionale del sindacato Confael), fermo da 7 mesi. In una lettera indirizzata alla dottoressa Donetti, direttore generale dell’Asl, ed alla Procura di Viterbo, il sindacalista viterbese mette in risalto quello che secondo lui è un gravissimo disservizio e punta il dito contro l’Azienda: “Controlli clinici, interventi riabilitativi neurolinguistici, neuropsicomotori ed educativi non possono aspettare le comodità della Asl. Ma questa assurda situazione non è bastata a creare danno ai bambini e disagio alle famiglie. Infatti, al danno si aggiunge la beffa, considerato che, per quanto concerne i tre giorni previsti falla legge 104, da decenni fruiti con permessi orari, ad oggi è stata imposta la fruizione giornaliera facendo riferimento ad un C.C.N.L. scaduto da due anni. D.ssa Donetti, questi bambini o adolescenti sono sottoposti a terapie riabilitative anche due volte settimanali, mi domando e Le domando: se un padre o una madre devono portare i loro  figli a fare terapia due volte alla settimana, quindi otto volte al mese, se fruiscono i tre permessi giornalieri, quindi tre volte, le altre cinque volte li accompagna Lei? Lo sa, D.ssa Donetti, che i costi dei permessi inerenti la legge 104 gravano sull’INPS e non sulla Asl? Nel chiedere di provvedere ad una maggiore attenzione e tutela verso  le persone più deboli e fragili, salvaguardando anche le loro famiglie, sollecitiamo una rapida soluzione del disservizio ed una revisione della concessione dei permessi affinché siano orari e non giornalieri“.

La dottoressa Donetti, in una lettera di replica pubblicata dal quotidiano online Tusciaweb, risponde a Gubbiotto e rispedisce al mittente tutte le accuse che il sindacalista ha mosso verso l’Azienda, precisando che “l’attività della Neuropsichiatria infantile non è stata mai interrotta” ed affermando che le parole di Gubbiotto sarebbero “lesive del lavoro dei professionisti della Asl”.

Oggi pomeriggio, letta la replica della Donetti, il segretario nazionale Confael ha deciso di inviare alla nostra redazione una lettera che sostanzialmente è una replica alla replica. Con un tono ironico ma pungente, Gubbiotto fa presente alla Dg della Asl che nella sua lettera non vi era scritto che l’attività neuropsichiatrica fosse stata interrotta, ma che risultava invece ferma. La lettera si conclude con un lapidario “Ci rifletta, D.ssa Donetti, e risolva i problemi. Le favole lasciamole ai sognatori”. Quest’ultima lettera sarebbe stata inviata anche all’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, oltre che alla Procura di Viterbo.

Ho appreso – si legge nella nota di Gubbiotto –  la replica della D.ssa Donetti, Direttore Generale della A.S.L. di Viterbo. Non mi meravigliano le favole inerenti i  numerosissimi progetti dalla stessa evidenziati, forse inconsapevole sulla loro effettiva funzionalità. Mi corre l’obbligo di chiarire che il nostro intento non era e non è riferito ai professionisti, che nonostante le difficoltà organizzative espletano le loro funzioni con eccellenza”.

“Strumentalizzare artificiosamente ciò cui non abbiamo fatto nessun riferimento – incalza – viene interpretato come un’arrampicamento sugli specchi. L’intervento della CONF.A.E.L. era ed è riferito alle competenze della Direzione Generale e non alla professionalità dei medici o degli operatori del comparto. Tutto bene madama la marchesa? Niente affatto. Chieda alle famiglie che attendono ansiose le prestazioni, famiglie che, forse per omertà, subiscono in silenzio  e che per motivi di privacy non posso elencare. Vada a raccontare che tutto va bene alla famiglia di un bimbo di quattro anni cui è stata fatta l’accoglienza   con lista di attesa di un anno o ad un’altra famiglia la cui bimba è, dopo aver recuperato tramite le terapie, oggi si ritrova come agli inizi o quasi, si potrebbe continuare ad oltranza Legga bene D.ssa Donetti, la CONF.A.E.L. non ha affermato che l’attività della N.P.I- è stata interrotta, ma che è ferma”.

Conosciamo bene – prosegue – la notevole professionalità del Direttore delle Cure Primarie, come conosciamo bene la stessa notevole del Direttore della O.O.C.  della N.P.I. e deiloro  collaboratori che nonostante i pochi strumenti operativi cercano di dare prestazioni. Controlli le cooperative e/o associazioni cui vengono affidate le prestazioni e, non essendo un mercato, affidi in base alla qualità dei servizi anziché in base ai costi.

Le categorie, più deboli e fragili, hanno bisogno di maggiore attenzione e non di giustificazioni riferite a contratti di lavoro scaduti da due anni. Non è nè giusto nè umano – chiosa il segretario Confael – togliere la possibilità di accudire se stessi o i loro famigliari“.

In tutto questo caos una cosa è certa: ormai piovono attacchi da tutte le parti nei confronti della Asl.

 

 

 

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