W l’8 marzo. Sicuri? Sicure? I pro e i contro dell’essere donne nel 2021

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Nel giorno che celebra tutte le donne, tra mimose, caramelle e auguri infiniti si fa largo un solo, grande, esitante dubbio: ma alla fine, veramente, cosa diamine c’è da festeggiare?

Buon 8 marzo, donne che storcete il naso al sol pensiero di quanti grazie dovrete rispondere a chi educatamente vi porgerà i suoi auguri nelle prossime 24 ore.

Buon 8 marzo, donne sorridenti all’idea di inebriarvi le narici col profumo intenso dei rametti gialli accumulati durante una giornata che si concluderà con una cena in cui il genere maschile, se non in costume adamitico, al massimo è ammesso nella pronuncia di brindisi alcolici “alla faccia sua”.

buon 8 marzo anche a voi, signori uomini, che con i vostri gesti di mimose regalate sorrisi elargiti in ottemperanza della liturgia, contribuite alla celebrazione di questa “festa” che, scorrendo lenta o frenetica, suscita in molti – magari anche in voi – un solo, grande, esitante dubbio: ma alla fine, veramente, cosa diamine c’è da festeggiare?

I contro dell’essere donna

E vediamo, allora, cosa non c’è da festeggiare.

Iniziamo dagli svantaggi utili per comprendere le fronti aggrottate di chi non ci pensa proprio a sentirsi parte di questa gigantesca ode al gineceo. Non andiamo sui dati teorici, restiamo terra-terra e riflettiamo sui motivi per cui essere nate donne è una fatica, ora per ineludibili questioni anatomiche, ora per – si spera sempre – non altrettanto inevitabili situazioni sociali, culturali ed economiche.

Retribuzioni più basse. L’Onu ha definito il cosiddetto “gender pay gap”, ovvero la differenza salariale tra il guadagno di un uomo e quello di una donna, come “il più grande furto della storia”. Nel mondo le donne guadagnano in media il 23% in meno rispetto agli uomini. Perché? Perché il lavoro – che non contempla quello domestico ancora prevalentemente svolto dalle donne e non retribuito –  è svolto per meno ore, oppure si svolge in settori a basso reddito o è lontano dai vertici aziendali, o perché, molto più semplicemente, prevede che in media gli stipendi siano inferiori rispetto ai colleghi maschi, a parità di  mansioni e responsabilità. Per ogni dollaro guadagnato da un uomo, una donna prende appena 77 centesimi.

I sensi di colpa. Sarà stata colpa di Cenerentola, della Bella addormentata nel bosco e di tutte le fanciulle che ci hanno raccontato come vincenti solo dopo aver pianto, sofferto, sudato, lottato… Fatto è che alle bimbe queste benedette favole hanno fatto male. Malissimo. Perché hanno contribuito a radicare in loro, adulte di oggi, l’antica convinzione che una donna in quanto tale, per meritarsi la felicità, debba faticare ed essere perfetta, sempre. Ne deriva, allora, un senso di disarmante colpa se è costretta a lavorare e perciò toglie del tempo ai figli, se si concede una cena con le amiche anziché  prepararla per la famiglia, se decide di coccolarsi regalandosi qualcosa che desidera pi 

La caramella di Trenitalia. “Una caramella al limone in regalo a tutte le donne che l’8 marzo viaggeranno con Trenitalia, ma fino ad esaurimento scorte”: ecco un altro buon motivo per non festeggiare la festa della donna. Perché ogni anno arriva sempre qualche stramba iniziativa fintamente concepita per valorizzare il femminile, ma in realtà tristemente volta alla presa per i fondelli dell’intelligenza tutta, senza distinzione di sessi.

Come pure il volantino diffuso dalla sezione locale della Lega di Crotone, altro esempio mirabile che ha indicato come nemico della dignità della donna chi contrasta il suo “ruolo naturale volto alla promozione e al sostegno della vita e della famiglia” o “sostiene una cultura politica che rivendica una sempre più marcata autodeterminazione della donna che suscita un atteggiamento rancoroso e di lotta nei confronti dell’uomo”. Dopo il clamore mediatico suscitato dalle proposte entrambe sono state rimosse, la prima dal sito e la seconda da Facebook, ma il turbamento resta. E quello no che non si può rimuovere.

I pro dell’essere donna

In effetti, per tutti i motivi suddetti ci starebbe poco da stare allegre. Poi però c’è l’altra faccia dell’essere donna, quella solare, vitale, positiva che oggi valorizza chi affronta l’8 marzo con la giusta leggerezza, dando peso agli aspetti più vantaggiosi offuscati dalla severità del quotidiano.

La galanteria. I gesti gentili degli uomini perbene sono riservati a loro, alle donne, compagne, madri, figlie a cui rivolgono cortesie e attenzioni. Perché gli uomini così esistono ancora. Nonostante la cronaca non li tenga in conto, gli uomini buoni ci sono, e sono anche tanti. E anche stare al centro delle loro premure rientra nell’alveo delle piccole grandi fortune che la vita ha radicato in questa essenza, così straordinaria eppure normalissima.

La forza di non mollare mai. Anche quelle all’apparenza più fragili e vulnerabili posseggono un’energia stupefacente che si manifesta in tutta la sua potenza quando meno ci sarebbe da aspettarselo. E allora, se proprio c’è qualcosa per cui fare festa oggi, eccolo, sta tutto lì il motivo: donne, guardatevi allo specchio, sorridetevi e siate fiere di voi sempre.

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