Prima l'annuncio della chiusura, poi quello della conversione in ospedale Covid. Svelato l'arcano: Zingaretti ha ordinato alla Asl di trovare 70 posti aggiuntivi, altro spreco di soldi pubblici?

Zingaretti ordina, la Asl obbedisce: l’ospedale di Montefiascone convertito in ospedale Covid. Ma i dubbi restano

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Giornata piuttosto convulsa quella di ieri: nella notte la Asl di Viterbo annuncia la chiusura dell’ospedale di Montefiascone, poi, nella serata di martedì annuncia invece che l’ospedale sarà riconvertito in “struttura COVID a bassa intensità di cura, in grado di ospitare i pazienti positivi al Coronavirus, non immediatamente dimissibili a domicilio, nelle Rsa o nell’albergo assistito attivato nei giorni scorsi dalla Asl di Viterbo, e che necessitano di una presa in carico assistenziale con minore complessità”.

E menomale, direte voi. Sì, peccato che per prendere questa decisione la Asl abbia deciso di aspettare il quasi collasso di Belcolle. Il direttore generale Daniela Donetti ha avuto 8 mesi per elaborare un piano di prevenzione che potesse arginare la seconda ondata (da lei stessa più volte sbandierata), ed era incalzata anche da Palazzo dei Priori per quanto riguarda la conversione dell’ospedale di Montefiascone.

Ma ormai ci siamo abituati: per ogni cosa “buona” fatta dalla Asl ce ne sono almeno due fatte in maniera alquanto discutibile. Anzitutto la decisione della chiusura dell’ospedale di Montefiascone, resa ufficiale ieri, appare quasi folle se si pensa che solo il 18 agosto la dottoressa Donetti annunciava in pompa magna che sarebbero stati stanziati la bellezza di €100mila per la ristrutturazione del reparto di medicina. Ed ora? Che fine faranno o hanno già fatto questi soldi? Per il momento tutto tace, come sempre quando si parla di soldi pubblici.

Ma quanto costerà la riconversione? Per il momento non è ancora trapelato nulla, ma tra poco la Asl sarà costretta a rendere pubbliche le delibere. Il nostro augurio è quello di non trovarci di fronte all’ennesimo spreco inutile di quattrini. Quello che sappiamo per certo è che dall’oggi al domani l’Azienda ha deciso di “adattare” una struttura sanitaria di fondamentale importanza per evitare il sovraccarico a Belcolle invece di potenziarla, ma su questo c’è poco da fare dato che manca il personale. Tuttavia, anche qui siamo sicuri che la dottoressa Donetti, data la sua esperienza, potesse fare qualcosina in più. Magari evitando di impelagarsi in acque burrascose con il concorso della Dr.Ssa Proietti ed andando a cercare manforte in ambito di medici ed infermieri.

La seconda cosa fatta un po’ alla carlona è l’istituzione dell’albergo assistito presso il Residence Nazareth: l’Azienda Sanitaria più pazza del mondo ha deciso di adattare il nosocomio falisco mentre invece a Viterbo si trasformano Residence in Covid-resort sempre dall’oggi al domani, con annessi dubbi sulle relative autorizzazioni legali, per giunta.

Ma cosa ha spinto realmente la Asl di Viterbo a riconvertire l’ospedale? Beh, con certezza non lo sapremo mai, ma la risposta potrebbe celarsi dietro l’ordine del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Zinga ha infatti chiesto alla Asl di aumentare i posti letto di 70 unità, numero quasi irrealizzabile per il solo Belcolle, salvo improbabili colpi di scena. Che i dirigenti abbiano deciso di dividere questi 70 posti tra Belcolle e Montefiascone? A Viterbo sono in arrivo 36 nuovi posti letto, i restanti potrebbero forse essere ricavati da Montefiascone? Questo dimostrerebbe per l’ennesima volta quanto la Direzione della Asl viterbese sia praticamente incapace di prendere decisioni in completa autonomia, aspettando sempre che sia la Regione a dettare le operazioni.

Nah, non ci siamo, non ci siamo per niente. I signori della dirigenza Asl hanno avuto 8 mesi di tempo per prepararsi ed oggi ci ritroviamo a dover rincorrere il virus, inutile dire che le inefficienze di Belcolle si ripercuotono sulle ordinanze che poi i sindaci sono costretti ad emanare. Permettete quindi a noi di essere abbastanza perplessi e permettete soprattutto ai viterbesi (ed ai montefiasconesi) di essere arrabbiati.

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