Dopo la "zona bianca nazionale" diverse regioni rischiano una nuova "stretta" a causa della diffusione della variante Delta

Zona gialla, cambiano i parametri: ora conteranno di più i numeri delle ospedalizzazioni

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Con la sempre maggior diffusione della variante Delta nel nostro Paese si è tornati a parlare di ritorno in “zona gialla“: un’ipotesi che potrebbe diventare realtà per diverse regioni italiane nel giro di pochi giorni, dopo la riconquista di molte libertà con l’istituzione della zona bianca nazionale.

Questa volta però, diversamente dai mesi scorsi, si prevede di cambiare i parametri che determineranno l’ingresso in una fascia di rischio per una regione: a contare – rispetto a prima – saranno soprattutto i dati sulle ospedalizzazioni, come confermato dal ministro della Salute Roberto Speranza.

A determinare questa scelta il fatto che, nonostante negli ultimi giorni la variante Delta abbia determinato un’impennata dei contagi da nord a sud, grazie agli avanzamenti nella campagna vaccinale – che ha permesso di mettere in sicurezza le fasce di popolazione più a rischio – il numero di ricoveri nei reparti ordinari e in terapia intensiva, oltre che il numero dei decessi, si siano mantenuti ampiamente al di sotto della soglia di allarme.

Si discute poi anche sul dato sull’incidenza dei casi ogni 100.000 abitanti: un altro parametro che dovrebbe essere ancora considerato per valutare eventuali “strette”, sebbene in maniera meno significativa rispetto ai mesi scorsi.

Per ulteriori novità si attende la cabina di regia che si riunirà ad inizio della prossima settimana, quando il Governo si esprimerà anche sul tema dell’obbligatorietà del green pass, sull’onda del modello francese.

Stando alle ultime ipotesi circolate, il mese decisivo sarà agosto, quando presumibilmente il “certificato verde” diventerà obbligatorio per salire su treni, aerei e navi, oltre che per recarsi al cinema, teatri, discoteche, stadi, piscine e palestre: per il momento ancora nulla di certo, invece, riguardo a bar e ristoranti.

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