La verità inizia a venire a galla, ora crolla anche la seconda bufala. Conte disse "Io quel verbale non l'ho mai visto", l'opposizione chiede le dimissioni

Zona rossa ad Alzano e Nembro, il Cts la richiese ma Conte ignorò: le carte che inchiodano il premier

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Siamo ai primi di marzo, nella Valseriana iniziano ad affiorare i primi contagi: ad Alzano e Nembro se ne contano più di 20 al giorno. Il 3 marzo la situazione precipita e gli ospedali vengono presi d’assalto, purtroppo sarà solo l’inizio. Oggi i due paesi della provincia bergamasca sono quelli considerati simbolo della pandemia che ha messo in ginocchio la Lombardia.

Quel 3 marzo, ci furono contatti stretti tra il Comitato Tecnico Scientifico, l’Istituto Superiore della Sanità, l’assessore Gallera e il direttore generale Cajazzo. Tutti confermarono un aumento spaventoso dei contagi, per questo il Comitato trasmise a Palazzo Chigi un verbale in cui gli scienziati richiedevano, alla luce dei dati spaventosi, di istituire la zona rossa ad Alzano e Nembro.

Quel comunicato, stando alla versione che Giuseppe Conte ha raccontato ai magistrati di Bergamo quando fu ascoltato il 12 giugno, non fu mai letto dal presidente del Consiglio. Un fatto inspiegabile e gravissimo, di cui andrebbero immediatamente accertati tutti i colpevoli. Anche perchè proprio da Alzano e Nembro, stando ai fatti, dilagò l’epidemia in tutta la regione lombarda.

Il ritardo nell’istituzione della zona rossa fu cruciale nell’andamento epidemiologico, come ammesso tra l’altro da alcuni esponenti della maggioranza che attribuivano, a questo punto ignorantemente, la colpa del ritardo a Fontana e Gallera. Conte istituì una zona arancione che si rivelò inutile.

Ma come può un documento di tale rilevanza perdersi tra le altre scartoffie e non arrivare al premier? Come può passare tutto in sordina ed emergere solo ora, a distanza di cinque mesi?

Ma soprattutto, con quale faccia la maggioranza fino a pochi giorni fa attribuiva le colpe del ritardo alla Regione Lombardia? Non vorremmo pensare che fosse solo uno squallido e vigliacco modo per cercare di mettere in cattiva luce l’operato di Fontana e Gallera al fine di attaccare la Lega e quindi Salvini. Sicuramente (come sempre) sarà trovata un’adeguata giustificazione in alternativa.

Ma, altrettanto sicuramente qualcuno ha sbagliato, e qualcuno questo errore dovrà pagarlo, una volta verificate le responsabilità. Nel frattempo la Lega chiede a gran voce le dimissioni di Giuseppe Conte, l’uomo che in diretta nazionale disse “Abbiamo sempre seguito le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico” ed invece quelle indicazioni o non le seguì (come per il lockdown, sua decisione mentre gli scienziati sconsigliavano) oppure incredibilmente ne rimase all’oscuro, come successo per la zona rossa di Alzano e Nembro.

O l’autoproclamatosi avvocato del popolo il 12 giugno mentì davanti ai magistrati oppure qualche funzionario del governo, se non qualche ministro, commise un errore gravissimo. Le ipotesi che potremmo fare sono innumerevoli, ma oggi capiamo perchè i giallorossi volevano mantenere segreti quei verbali: all’interno ci sono carte che potrebbero mettere davvero a rischio le loro amatissime poltrone.

Un vero e proprio terremoto per un governo già zoppicante. Alla faccia degli elogi che per giorni ci raccontavano arrivare dagli altri Paesi, speriamo che nessuno abbia seguito il nostro pessimo esempio.

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