Riassunto dell’ultima notte a Palazzo Chigi: conferenza del Premier in ritardo di 70 minuti e tutti a casa per 10 giorni. Nel frattempo l’economia sprofonda sempre di più, senza Natale 30 miliardi se ne vanno

Zone rosse, crisi nera

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“Chiudere adesso per non chiudere tutto a Natale”, questo diceva Giuseppe Conte ad ottobre. Ieri sera, dopo essersi fatto attendere per 70 minuti – sintomo inequivocabile di maleducazione e di poco rispetto nei confronti dei cittadini – è stato costretto a sbugiardarsi in diretta nazionale: a Natale tutti a casa.

L’ultimo Dpcm è qualcosa che va ben oltre le più nere aspettative, con i criteri scientifici mandati a farsi benedire senza un’apparente ragione. Anzi, in verità una ragione c’è: non doveva esserci il Natale. Altrimenti è inspiegabile che l’Italia il 23 di dicembre si trasformi in un solo colpo da zona gialla a zona rossa per poi divenire arancione il 28 e ritornare rossa il 31. Diciamocelo chiaramente e senza troppi giri di parole: una presa per i fondelli bella e buona, altro che “Ce lo chiede la scienza”. Se sono stati veramente i nostri scienziati a partorire le norme di questo decreto bisogna estrometterli al più presto dal Comitato Tecnico Scientifico, prima che sia troppo tardi e arrechino al Paese danni irreparabili.

A dirla tutta già questo di danno, ovvero l’abolizione del Natale e del Capodanno, è già di per sé un danno irreparabile. Senza feste, nemmeno ristrette, ulteriori 5 miliardi di euro salutano il Bel Paese. Un calcio nel di dietro a ristoratori, baristi ed albergatori, lasciati morire in silenzio. Ieri Conte ha decretato la fine dell’economia italiana ma, a questo punto grazie a Dio, anche la sua fine politica e del suo disgraziato Governo. Se anche il fuoco amico inizia ad infastidirsi dei suoi atteggiamenti da Sultano (permettiamo/concediamo e ritardi perenni nelle conferenze), dobbiamo prepararci ad una sua imminente caduta.

Sarà possibile uscire di casa anche nei giorni “rossi” per andare in visita nelle abitazioni di parenti ed amici, ma rispettando una marea di regole a primo impatto incomprensibili. Tenetevi forte. Le persone che si spostano non possono essere più di due, a meno che non portino con loro figli minori di 14 anni. Nel testo del nuovo decreto è scritto che “lo spostamento verso le abitazioni private è consentito una volta sola al giorno in un arco temporale compreso fra le ore 5 e le ore 22”, quindi è obbligatorio rispettare il coprifuoco. E la novità è che si può andare “verso una sola abitazione ubicata nella medesima regione e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi”. Per farvi comprendere l’assurdità fi questa norma bisogna fare un esempio: chi fosse andato a pranzo a casa dei nonni, non potrà andare la sera stessa a cena dai cugini. E vabbè.

Ora lanciamoci in quel valzer di colori nei giorni natalizi: nei giorni festivi e prefestivi compresi tra il 24 dicembre e il 6 gennaio l’Italia intera sarà zona rossa. Il 28,29,30 dicembre e il 4 gennaio sarà invece zona arancione. Con un’eccezione importante: “Sono consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi comuni”. Ma è vietato recarsi nel capoluogo di provincia. Soltanto tre articoli e mezza pagina di divieti e raccomandazioni che daranno forma al primo e speriamo anche ultimo Natale in compagnia del Corona. Già questo dovrebbe far capire agli italiani molte cose, un Governo che addirittura cerca di entrare dentro le case delle persone è tutto fuorché amico del popolo.

1 commento

  1. Peggio della Bulgaria, peggio della Cina, una sintesi di ignoranza, incapacitá, spocchia e sbruffoneria. Questo è il neo partito comunista, quello che ha travolto un Paese un tempo invidiato da tutti, ridotto al ruolo di pattumiera dell’Africa, densificata da vagabondi e sanguisughe colorate di scuro, gestita da un manipolo di trucidi e cialtroni…un manipolo benedetto dall’oltre Tevere marxista… senza più speranza!!!

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